Italia: il paese dei “cartelli”

AntitrustNon è certo un quadro positivo quello tracciato dall’Antitrust. Secondo la relazione annuale se alle banche serve autonomia le assicurazioni necessitano di un sistema di broker… per non parlare di una maggiore vigilanza sui prezzi della benzina.

Certo i cartelli sono tanti ma altrettanto numerosi gli impegni che l’autorità per il mercato e la concorrenza si è impegnata a prendere.

Diverse infatti le aree di intervento su cui è necessario agire secondo Catricalà:

Banche
“Serve autonomia e valorizzare il rapporto con i clienti”, questa la sentenza di Catricalà per banche ed istituti di credito.
Altra parola d’ordine per il settore riguarda l’abolizione del massimo scoperto individuata come prassi iniqua e penalizzante per i consumatori.

Assicurazioni
Per l’Antitrust la soluzione dei problemi dei costi delle polizze assicurative in Italia, e in particolar modo nell’Rc auto, «è necessario un sistema di brokeraggio analogo a quello anglosassone. I broker sceglierebbero per i clienti le migliori offerte - afferma il presidente dell’Antitrust - le commissioni sarebbero bene evidenziate. Il venditore risulterebbe assolutamente imparziale non avendo interessi occulti da proteggere».

Carburante
Nel settore della distribuzione dei carburanti, l’Antitrust «vigilerà con rigore per i prossimi cinque anni», sull’attuazione degli impegni assunti dalle società petrolifere, «data la rilevanza strategica del settore per l’intera economia». Tuttavia l’Antitrust è consapevole che «si tratta di misure che non possono contrastare l’aumento del prezzo del barile. Esse consentono però l’avvio di un processo di riforma della distribuzione dei carburanti che sarà incentivato dalle misure di liberalizzazione dei punti vendita adottate come disegno governativo oggi in discussione in Parlamento».

Record di sanzioni
Maglia nera per numero di sanzioni (dal valore complessivo di 86 milioni i euro) l’Italia si è conquistata il triste primato in Europa.
Le multe dell’antitrust sono state comminate per violazioni delle normative comunitaria e nazionale in materia di intese restrittive, per un totale di 62 milioni.
Solo per questa misura la "Global Competition Review" ci colloca al primo posto nella lotta ai cartelli tra tutte le autorità nazionali dell’Unione europea. In aggiunta occorre considerare altri 24 milioni di euro in ammende per abusi di posizione dominante».

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