Cine1: il grande schermo in formato pc è gratis!

Cinema online Realtà già consolidata negli Stati Uniti quella del cinema in streaming a costo zero sta prendendo piede anche nel nostro paese. Superando il battage sui diritti d’autore, la distribuzione in modaliatà gratuita delle pellicole dà spazione a nuovi margini di guadagno puntando tutto sugli spazi pubblicitari.
Mentre si dissolvono le ansie legate alle condanne sul peer-to-peer emergono nuove prospettive e scenari per la fruizione dei prodotti cinematografici.

La medaglia del profitto presenta una terza ed inedita faccia, il marketing one-to-one. Si tratta di creare utili dalla messa in rete gratuita di film e serie tv attraverso gli spazi pubblicitari, calibrati sui gusti dell’utente che in rete è monitorato in tutti i suoi spostamenti.

Mentre oltre Oceano il meccanismo della libera circolazione online di film e musica è stata inaugurata da www.hulu.com, in Italia ha fatto scalpore www.cine1.it, il primo sito Internet europeo di video on demand gratuito in streaming.

Come funziona?
Per accedere al servizio basta autenticarsi e cliccare su una scelta di film, cortometraggi e documentari senza spendere nulla. L’unica “tassa” da pagare sono tre spot pubblicitari che passeranno durante la visione. Ci si iscrive gratuitamente diventando socio promoter e, quando l'operazione sarà "a regime", si riceveranno anche inviti ad anteprime cinematografiche e sconti offerti dalle aziende sponsor. Intanto, con il sito che va a singhiozzo e una grafica un po’ povera, ci sono 200 film provenienti dalle library di distribuzioni come Mikado e General Video. Pete Maggi, l’ideatore dell’iniziativa, punta a farli divenire 2000 entro la fine dell'anno. Secondo le sue stime, con 200mila click si generano in media 200mila euro al giorno, circa 100 euro al giorno per titolo. Poi "dopo l'Italia” ha spiegato “siamo già pronti a partire a livello europeo in Francia, Spagna, Germania, Inghilterra e Russia".

Il bouquet di titoli non è dei più allettanti ma qualcosa di interessante c’è: dai cult movie di Gabriele Salvatores (Mediterraneo e Turnè) a Baci e abbracci e Ovosodo di Virzì, passando per Almost Blue di Infascelli e molte commedie di consumo e film di genere.

Hulu.com
Il precursore statunitense dell’iniziativa italiana è ormai una realtà fortemente “esplosa”, in grado di offrire un’offerta piuttosto vasta di materiale cinematografico e televisivo in versione completamente free.
La mission di Hulu.com, a differenza di quel che avviene per YouTube, è quella di mostrare gratis in streaming film e serie tv famose. Tra i "big” che hanno promosso l’operazione troviamo i soliti “noti” del mondo della produzione: Rupert Murdoch con la sua News Corp (cioè Sky e Fox soprattutto), NBC Universal e General Electric, con un investimento di 100 milioni di dollari. Partito a fine 2007 dopo un test di 18 mesi, Hulu vuole diventare il più grande contenitore al mondo di serie tv, film e clips di vario genere (dagli eventi sportivi importanti alle convention di Hillary e Obama). Per ora si è sfondata quota 5 milioni di utenti solo con il semplice passaparola. Partirà presto una grossa campagna pubblicitaria.

I contenuti arrivano da 50 tra stazioni televisive e case di produzione, tra cui FOX, NBC Universal, MGM, Sony Pictures Television, Warner Bros. Si contano 250 serie tv diverse. E non solo. Si va dai Simpson al Saturday Night Live passando per Il grande Lebowski dei fratelli Coen e classici della commedia come A qualcuno piace caldo con Marylin Monroe, Jack Lemmon e Tony Curtis. Basta avere Flash 9.0. per guardare, si possono fare addirittura richieste specifiche e c’è un motore di ricerca che rimanda ad altri siti se Hulu non ha il titolo cercato. Il meccanismo di finanziamento, dicevamo sopra, è la con pubblicità: Hulu acquista i diritti dai legittimi proprietari e incassa dagli inserzionisti che tra un film e una sit-com piazzano i loro prodotti. Intanto si vocifera che pure comedycentral.com (sito dove rivedere cartoon, serie e programmi comici) potrebbe essere rilanciato in grande stile per fare da contraltare proprio a YouTube.

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