Carta di credito, prepagata o revolving: quale conviene davvero?

Carta di credito "Più informati, meno spennati" si chiama così la campagna informativa lanciata da Altroconsumo per fare chiarezza sui servizi finanziari.
L’iniziativa è partita dal confronto delle condizioni economiche e giuridiche delle carte prepagate, carte revolving e carte di credito più diffuse e utilizzate come mezzi di pagamento cercando di individuare le più convenienti e le più sicure.
L'inchiesta ha evidenziato che spesso dietro la facciata di carte di credito tradizionali, alcune carte hanno altissime commissioni a carico del titolare oppure si rivelano essere veri e propri prestiti da rimborsare a rate con tassi di interesse alti.
Considerato che nel nostro paese circolano circa 31 milioni di carte di credito e quelle utilizzate sono meno della metà (15 milioni) è opportuno conoscere i vantaggi e le regole che le riguardano.

Le norme anti-frode
Non tutti sanno che la legge italiana limita la responsabilità ad un massimo di 150 euro, purchè si contestino subito gli addebiti sbagliati, a meno che non si tratti di frodi online, per le quali il titolare della carta è esentato persino dalla franchigia. Paradossalmente quindi sono più sicuri gli acquisti online, considerato anche il fatto che la maggior parte delle frodi avviene nei negozi o al momento del prelevamento secondo i dati della Polizia postale. Le informazioni sulle transazioni “irregolari” vengono inoltre fatte confluire presso l’Ucamp (Ufficio centrale antifrode presso il ministero dell’Economia). Secondo quanto rilevato dall’indagine la carta di credito tradizionale rimane ancora il modo più sicuro per effettuare transazioni dunque. In caso di furto ed uso fraudolento della carta per acquisti infatti, il titolare è esentato da qualsiasi responsabilità ad eccezione di una franchigia di 150 euro. Gli addebiti fraudolenti denunciati non sono a carico del titolare in nessun modo se la transazione è avvenuta online.

Prepagate, la sicurezza non è mai troppa
Sono in media piuttosto salate e non garantiscono sicurezza al 100%.
In caso di smarrimento o furto della carta, infatti la responsabilità ricade in molti casi tutta sul titolare, garantendo un vantaggio solo negli acquisti online o per i giovani viaggiatori, considerata la possibilità di ricarica a distanza.
D’altronde i costi legati a questi strumenti sono piuttosto ingiustificatamente salati:


  • commissioni di ricarica (fino a 5 euro per operazioni a costo zero per l’emittente)

  • commissioni per il blocco della carta (fino a 10,50 euro)

  • commissioni per il rimborso del residuo (da 2 a 10,50 euro)

  • commissioni per il prelievo dagli Atm

  • commissioni per il rifornimento carburanti

  • commissioni sul tasso di cambio.

Revolving a tassi salati
Definiti come veri e propri finanziamenti con tassi di interesse altissimi sono da evitare secondo l’Associazione consumatori che suggerisce di preferire prestiti personali o lo scoperto di conto corrente.
Dall'inchiesta è risultato che su 94 carte revolving analizzate, considerando una spesa di 1.000 euro e un fido di 1.500 euro, il Taeg medio è molto elevato e pari a quasi il 17%, che in qualche caso arriva anche a 26,53%: un servizio a costi onerosi, dunque, di cui i titolari spesso non sono consapevoli.

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