Mercato elettrico ed imprese: è davvero liberalizzazione?

Liberalizzazioni La risposta sembra essere del tutto negativa visto e considerato che ad un anno di distanza dalla liberalizzazione del mercato elettrico solo il 19% delle aziende ha deciso di cambiare il distributore.

Inaugurata il 1° luglio 2007 la liberalizzazione del mercato elettrico ha portato alla vera o presunta abolizione del monopolio del distributore unico.

A questo punto, ad, un anno di distanza, com’è mutata la situazione? La liberalizzazione del mercato ha davvero spinto i privati e le aziende ad optare per un altro fornitore elettrico?

Interessante sono i dati riportati da uno studio condotto dall’Università di Bologna che rivela come in realtà i soggetti facciano fatica a cambiare le proprio abitudini, aziende comprese. La ricerca è stata condotta alla fine del 2007 su un campione di 800 privati e 600 imprese e ha mostrato come solo l’1,8% delle famiglie e il 19% delle aziende abbia in realtà approfittato della situazione e abbia cambiato fornitore.

Le ragioni dell’immobilismo
Il freno allo sviluppo del mercato elettrico ha diverse ragioni:


  • poco propensione da parte della clientela a cambiare le proprie abitudini

  • scarsa conoscenza delle offerte presenti sul mercato (l’80% delle piccole imprese non è a conoscenza della disponibilità di offerte).

  • poco risparmio: il risparmio che si ottiene cambiando il gestore elettrico o adeguandosi alle offerte del mercato non supera il 4% mentre imprese e utenti si aspetterebbero vantaggi ben più consistenti, dell’ordine del 25-30%.

I prezzi dell’energia
La tariffa del prezzo dell’energia al chilowattora è decisa ogni giorno dalla borsa elettrica, governata dal Gestore del mercato elettrico. Il prezzo comprende tutta una serie di aspetti che fanno lievitare il suo costo d’origine: l’acquisto di materie prime, la gestione dei macchinari, la distribuzione sulla rete e la sua manutenzione. Risultato: i distributori di energia si trovano con un prezzo già definito per oltre il 90% da spese fisse e diventa difficile offrire dei prezzi competitivi dell’energia.

L’offerta dei fornitori di energia per le aziende si articola in tre diverse tariffe:


  • “tariffa sicura”: stabilisce un prezzo fisso del kWh e lo mantiene bloccato per un certo numero di anni. Conviene soprattutto per assicurare il cliente dalle oscillazioni dei prezzi del petrolio tipico dell’attuale scenario in continua variazione

  • “tariffe libere”: assicurano sconti fino al 4-5% rispetto a quelle bloccate, ma variano rispetto al valore del chilowattora acquistato sul mercato libero

  • “tariffe verdi”, è l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili. I prezzi sono abbastanza in linea con quelli del chilowattora tradizionale, appena un pò più cari, ma hanno una valenza ecologica non poco importante.
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