Previdenza complementare, quali agevolazioni?

Riforma pensioni Una guida alle agevolazioni tributarie per le forme pensionistiche complementari, il nuovo vademecum dell’Agenzia delle Entrate delinea gli estremi della riforma previdenziale in vigore dal 1° gennaio 2007.

Sistema retributivo e contributivo?
Con il passaggio dal sistema retributivo, in base al quale l’importo della pensione era calcolato in percentuale degli ultimi stipendi percepiti, a quello contributivo, secondo cui il trattamento pensionistico dipende dall’ammontare dei contributi versati, si è ridotto notevolmente il "tasso di sostituzione", cioè il rapporto tra l’importo della prima rata di pensione e quello dell’ultima retribuzione percepita dal lavoratore. E questo comporta, in sostanza, una sempre più consistente riduzione delle pensioni (v. articolo).

Le forme complementari
Nate e studiate per assicurare un adeguato livello di reddito nell’età pensionistica, le nuove forme di previdenza complementare danno al lavoratore la possibilità di costruirsi in tempo utile, una rendita aggiuntiva alla pensione ordinaria che gli sarà corrisposta dall’istituto di previdenza obbligatoria di appartenenza. A questo scopo infatti è stato allestito un sistema fiscale agevolato di contributi e prestazioni.

I numeri della previdenza complementare
Secondo i dati forniti nella relazione per l’anno 2007 dalla Commissione di vigilanza sui Fondi pensione (Covip), il cosiddetto “secondo e terzo pilastro” del sistema pensionistico ha registrato in detto anno un sostanziale incremento sia del numero totale degli iscritti (alla fine dell’anno risultano quasi 4,6 milioni) che di contributi raccolti (nel corso del 2007 sono pari a 8,4 miliardi di euro).

Le prestazioni
In tema di prestazioni erogate dai fondi di previdenza, l’opuscolo evidenzia come, rispetto al passato, quando era previsto un prelievo diverso a seconda che si trattasse di capitale o di rendita, il regime fiscale sia ora unico: su entrambe le tipologie di prestazioni viene oggi effettuata una trattenuta (sotto forma di ritenuta a titolo di imposta) del 15%, che si riduce dello 0,30% annuo a partire dal sedicesimo anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari. E’ stato fissato un limite massimo di riduzione, pari a 6 punti percentuali, che si raggiunge dopo 35 anni di iscrizione.

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