Patto di stabilità allentato per i Comuni


L’allentamento della morsa del patto di stabilità per i Comuni. È quanto annunciato da Vittorio Grilli, ministro dell’Economia e delle Finanze audito stamattina dalle Commissioni speciali di Camera e Senato sulla Nota di variazione del Def e sul Dl allo studio per i pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione. Il decreto non avrà bisogno di provvedimenti attuativi per non perdere altro tempo, ha assicurato il ministro. Dopo i primi 40 miliardi di pagamenti della Pa che saranno sbloccati in due anni, ha continuato Grilli, saranno possibili altre tranche di pagamenti in base a come evolverà il procedimento.

"La nostra idea é quella di poter allentare per i Comuni le regole del patto di stabilità interno e consentire il pagamento dei loro debiti sulla base dei loro avanzi di gestione, che molti Comuni hanno, o, in assenza di un avanzo, sotto forma di prestiti di lungo termine. Stesso tipo di approccio sarà necessario per il sistema sanitario".

Ma cos'è di preciso il Patto di Stabilità Interno? Ecco come viene spiegato dalla Ragioneria generale:

Il Patto di Stabilità Interno (PSI) nasce dall'esigenza di convergenza delle economie degli Stati membri della UE verso specifici parametri, comuni a tutti, e condivisi a livello europeo in seno al Patto di stabilità e crescita e specificamente nel trattato di Maastricht (Indebitamento netto della Pubblica Amministrazione/P.I.L. inferiore al 3% e rapporto Debito pubblico delle AA.PP./P.I.L. convergente verso il 60%). (...) L'indebitamento netto è definito come il saldo fra entrate e spese finali, al netto delle operazioni finanziarie (riscossione e concessioni crediti, partecipazioni e conferimenti, anticipazioni), desunte dal conto economico della P.A., preparato dall'ISTAT. Un obiettivo primario delle regole fiscali che costituiscono il Patto di stabilità interno è proprio il controllo dell'indebitamento netto degli enti territoriali (regioni e enti locali). Il Patto di Stabilità e Crescita ha fissato dunque i confini in termini di programmazione, risultati e azioni di risanamento all'interno dei quali i Paesi membri possono muoversi autonomamente. Nel corso degli anni, ciascuno dei Paesi membri della UE ha implementato internamente il Patto di Stabilità e Crescita seguendo criteri e regole proprie, in accordo con la normativa interna inerente la gestione delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo.

Tornando all'audizione, Grilli ha detto che prima dovranno essere saldate le aziende, poi le banche. Il governo ipotizza un:

"ordine cronologico in due fasi: prima i soggetti non finanziari poi le banche".

Ma, attenzione, sarebbe:


"pericoloso introdurre il principio che le banche non vengono pagate. Se si introduce questo principio la possibilità per le imprese di ricevere credito sparisce''.

I prestiti di lungo termine dovrebbero essere pagabili entro 10-15 anni. Per stabilire le priorità di pagamento, ha precisato Grilli, si dovrebbe considerare:

"un ordine dei pagamenti cronologico a parità di privilegio di credito''.

Praticamente come pensa il governo di allentare in patto di stabilità per i Comuni?

"Pensiamo di consentire il pagamento dei debiti dei Comuni sulla base dei loro avanzi di gestione, oppure in assenza, estendere la cassa sottoforma di prestiti a lungo termine. Lo stesso approccio si avrà per la spesa sanitaria. (...) I tecnici stanno lavorando per un dl immediatamente applicativo per dare a chi ha già avanzi di gestione la possibilità di effettuare immediatamente i pagamenti".

A proposito della massa debitoria della Pubblica amministrazione verso i Comuni il ministro ha poi spiegato che si può pensare a:

“ulteriori tranche da effettuare man mano che le amministrazioni smaltiscono. Le stime che abbiamo sono superiori ai 40 miliardi di debiti. Partendo da questo se necessario potremo essere in grado di prevedere ulteriori tranche, un ampliamento del meccanismo. Ci sarà un processo di interlocuzione con le amministrazioni".

I Comuni secondo lo schema di Dl gestiranno quasi la metà dei 40 miliardi che in due anni saranno utilizzabili per il pagamento dei debiti della Pa. Gli enti locali potranno contare su 12 miliardi di euro nel 2013, 7 nel 2014. Il sistema sanitario regionale su 5 miliardi quest’anno e 9 il prossimo. Allo Stato invece "andranno" 7 miliardi, divisi in due tranche di 3,5 miliardi all’anno.

Secondo il presidente Rete Imprese Italia Carlo Sangalli:

“Serve un provvedimento semplice e immediato per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione. L'ideale sarebbe mettere a punto una compensazione secca, diretta e universale tra i debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese e i debiti fiscali e contributivi delle imprese verso lo Stato".

E il governo:

“dovrebbe anche chiarire il momento in cui i debiti saranno onorati e le modalità operative".

Il direttore centrale per la ricerca economica di Bankitalia Daniele Franco, anche lui in audizione parlamentare, ha precisato che la metà circa dei debiti della Pa verso le aziende:

"sarebbe attribuibile a Regioni e Asl e tra i creditori, la quota maggiore sarebbe vantata da imprese di grandi dimensioni (oltre 500 addetti) e da imprese che forniscono servizi privati".

Alla fine del 2011 lo stock di debito della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese ammonta a 90 miliardi di euro. Il governo dovrebbe varare il decreto sblocca pagamenti entro la prossima settimana, solo dopo aver approvato, il 2 aprile, la relazione che certifica l’aumento al 2,9% del Pil del deficit 2013.

Foto © Getty Images

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