Conti dormienti: risveglio ad agosto

Conti dormienti Potranno essere riattivati entro il 15 del mese i conti "in letargo". Per dare la "sveglia" al conto basterà "farsi vivi" avvertendo la propria banca, richiedere un estratto conto o un carnet di assegni. Attenzione però, non sarà sufficiente l'accredito dello stipendio o della pensione per riattivare il proprio conto dormiente.

Le precisazioni arrivano dall'Abi in una nota, che ricorda ai correntisti la scadenza del 16 agosto per reclamare la titolarità del proprio conto presso la banca.

L'informativa
Le varie opzioni di "risveglio" e le scadenze da rispettare, dovrebbero già essere state comunicate ai clienti dalla propria banca. La scadenza per l'invio dell'informativa tramite raccomandata era infatti fissata per il 17 febbraio scorso. La lettera avrebbe dovuto contenere l'invito a "risvegliare" tutti i conti e rapporti "addormentati" prima che questi confluissero nel Fondo istituito presso il ministero dell'economia.

Proroga a dicembre
Se ci si dimentica della scadenza di agosto nessun problema: gli istituti avranno ancora quattro mesi di tempo - e cioè entro il 16 dicembre - per devolvere le somme al Fondo e i clienti, fino al momento della devoluzione al Fondo, potranno ancora rivolgersi direttamente alla propria banca.
Le banche con una decisione autonoma volta ad incrementare le iniziative di informazione alla clientela, almeno un mese prima del versamento al Fondo, pubblicheranno l'elenco di tutti i rapporti dormienti online e nelle filiali. Per quei clienti che si "sveglieranno" in ritardo nessun pericolo di perdere i diritti sul proprio conto. Potranno, infatti, reclamarne la titolarità anche dopo che la somma sarà versata al Fondo ministeriale e per farlo avranno 10 anni di tempo.

Il "tesoretto"
Stando ai dati pubblicati dai vari istituti di credito sarebbe cospicuo il bottino complessivo che giace in letargo nei vari depositi. Tanto per dare un'idea, il gruppo Intesa Sanpaolo segnalava a febbraio quasi 27 mila conti nominativi e 54 mila rapporti anonimi, come libretti al portatore e certificati di deposito.Il Banco popolare 32.400 conti dormienti, Unicredit banca altri 27mila, Ubi banca 19.500 conti, il Monte dei Paschi di Siena 14.000 posizioni.A stupire sono soprattutto i dati forniti dalle Poste perché soltanto nei Comuni capoluogo i libretti dormienti sono oltre 840 mila.

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