Abolizione ICI, il male è “comune”!

ICI prima casa Se la casa costa meno aumentano i costi dei servizi comunali come le piscine, senza menzionare la riduzione dei contributi agli asili nido e alla cura della prima infanzia. Alcuni comuni prevedono addirittura di reintrodurre ticket sanitari o il "congelamento" delle attività culturali. L’ammanco del gettito dell'imposta sulla prima casa ha provocato all’Italia dei Comuni qualche piccola difficoltà insomma. In alcuni casi le agevolazioni per i vivi pesano sui morti come nel caso dell’aumento delle tariffe per le cremazioni al cimitero.

Il bilancio comunale piange e la colpa non ha un colore politico uniforme. Tra i provvedimenti del governo Prodi e quelli dell’attuale governo Berlusconi infatti le casse degli enti locali avrebbero perso quasi 1 miliardo e 700 milioni.

Il calcolo è dell'Ifel, la fondazione dell'Anci (Associazione nazionale comuni italiani) che nel documento "La manovra finanziaria dei Comuni" del 2008 elenca: meno 768 milioni e mezzo "sottratti" dal decreto Visco; altri 313 "per i costi della politica" e infine 596 milioni persi con la nuova norma di febbraio "se lo Stato non garantirà copertura totale al mancato gettito". Quasi 600 milioni. Su un totale di 2, 6 miliardi di gettito Ici per la prima casa (secondo le stime del decreto 93/2008, ma per l'Anci sono circa 3 miliardi).

Secondo le previsioni l’ammanco di gettito dovrebbe comunque essere riequilibrato grazie ai trasferimenti compensativi promessi dal governo, ma la prima metà è arrivata in ritardo (e luglio e non a giugno) e molti sindaci nutrono dubbi sul come, quando e soprattutto se potranno incassare la seconda rata. Per molti, poi, il provvedimento che ha cancellato l'imposta è arrivato in un momento in cui le previsioni di bilancio erano già state redatte e quindi tenevano conto di milioni che sarebbero dovuti entrare in cassa dall'imposta e che sono saltati.

A Firenze avevano calcolato 50 milioni. I primi a soffrire saranno enti e associazioni culturali, che hanno visto congelate una serie di convenzioni per un milione di euro. A Genova sono a rischio i servizi sociali. A Torino il gettito mancato è di circa 98 milioni. Il sindaco Chiamparino, non volendo aumentare le tasse, ha dovuto "dare una sforbiciata generale" e l'assessore al Bilancio Passoni ha mandato una lettera ai colleghi prevedendo nuovi tagli per il 2009, visto che i milioni del gettito Ici dovevano servire a rifinanziare il debito.

A Bologna si prevedono tagli per 56 milioni di euro in 2 anni, nel 2009 ritornerà il ticket sanitario da 10 euro su visite e analisi ed entro il 2011 saranno eliminate 1000 cattedre. Infine il caso deficit della Capitale, dove il sindaco Alemanno ha previsto un piano di ristrutturazione "che porti al risparmio 500 milioni l'anno". A partire da dismissioni e accorpamenti delle aziende della holding Comune di Roma.

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