Bilancio pubblico: l’istruzione “dà i numeri”!

Bilancio istruzione pubblica 41 miliardi al personale,156 milioni alle spese in conto capitale come edilizia scolastica, innovazione tecnologica e sicurezza nelle scuole e appena 8,5 milioni di euro (lo 0,02%) alla ricerca! Sono questi i dati relativi alla spesa pubblica per l’istruzione, che fanno dell’Italia uno dei paesi meno all’avanguardia d’Europa.
Dell’intero bilancio l'1,16% del totale (493.181.784 euro) viene impiegato per le spese di funzionamento: informatica di servizio, cancelleria e funzionamento generale, spese di pulizia per circa il 40% delle scuole.

Secondo i dati del bilancio 2008 per l'area istruzione da ieri resi pubblici sul Web, le spese per il personale assorbono il 96,98% del totale, mentre appena lo 0,37% del totale le altre.

Obiettivi e tagli
Quelle contenute nel bilancio dell'istruzione statale sono cifre da capogiro. Le autorizzazioni di cassa, i soldi effettivamente spendibili, ammontano a 42 miliardi e mezzo di euro. Al personale tutto, che conta un milione e cento mila addetti ai lavori, vanno 41 miliardi e 174 milioni. Anche per questa ragione la manovra economica estiva, recentemente approvata dal governo Berlusconi non senza polemiche, ha preso di mira le casse di Palazzo della Minerva. L'obiettivo da raggiungere in tre anni è quello di tagliare 67 mila posti di insegnante e 42 mila e 500 fra bidelli, assistenti di laboratorio e addetti alle segreterie.

Dai tagli in questione, cui vanno aggiunti quelli previsti da Padoa Schioppa, il governo conta di racimolare qualcosa come otto miliardi di euro che solo in parte verranno utilizzati per rilanciare la scuola pubblica. E proprio su questo punto i rappresentanti dei lavoratori hanno attaccato la manovra.

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