Università: è boom di prestiti

Prestiti universitari Lo conoscono bene oltre Oceano il prestito d’onore. Lo stesso Barack Obama avrebbe appena terminato di saldare le spese per la propria istruzione universitaria. In America le già onerose spese per l’istruzione sarebbero aumentate negli ultimi 5 anni del 40 per cento e sette milioni di studenti usufruiscono attualmente del programma federale dei prestiti per lo studio.

La pratica del prestito d’onore non è però più un fenomeno a stelle e strisce. Anche da noi infatti gli istituti di credito si sarebbero mobilitati per offrire agli studenti maggiori opportunità economiche.

Le offerte sul mercato
Intesa Sanpaolo, una delle prime banche da noi a fiutare il crescente interesse del settore, nel 2005 ha erogato 1.800 finanziamenti rivolti agli studenti e, a oggi, l'istituto di credito ha emesso circa cinquemila prestiti per un valore di oltre 25 milioni di euro, con un incremento del 177%. E il 2008 non è ancora finito. I numeri parlano da soli: dalle 1.800 richieste del 2005, Intesa ha concesso 2.600 prestiti nel 2006, per arrivare a circa 3.700 stock nel 2007. «E le richieste aumenteranno ancora» spiegano dalla banca guidata da Corrado Passera che stima una crescita «sostanziale» delle domande nei prossimi anni. Che si differenziano a seconda del settore formativo di provenienza dello studente e dell'area geografica di appartenenza. Il numero di domande sale, per Intesa Sanpaolo, al Nord (43%) e al Sud (41%) mentre è decisamente più basso al Centro Italia (3%). Il settore economico-giuridico è l'area disciplinare di studio in cui il prestito d'onore ha più appeal (41%) seguito da Ingegneria e Architettura (34%), Medicina (10%) e facoltà umanistiche (8%).

Unicredit, il gruppo bancario di Alessandro Profumo, ha chiuso il biennio 2006-2008 con un totale erogato pari a 3,5 milioni di euro e ha all'attivo diverse convenzioni con gli atenei italiani. Il finanziamento medio concesso è di circa 10 mila euro anche se le proposte da parte dell'istituto di credito variano: si va dal prestito per l'acquisto di un portatile (da 500 a 5.000 euro), fino a quello riservato per pagare le tasse di un master (da 1.000 a 15 mila euro).

Quali prestiti?
Ad incidere maggiormente sui già vacillanti bilanci delle matricole ci sono le tasse di isrizione.
Si parte da circa 300 euro fino ad arrivare anche a 1.579 euro l'anno nel caso di un'università statale come La Sapienza. E poi i libri, l'affitto di una camera che per un fuori sede in una città come Roma si traduce in una vera e propria stangata.
Alcuni percorsi formativi ad alta specializzazione post-laurea poi, possono arrivare a costare anche 40 mila euro (come per i master in business administration). Chi non ce la fa, si affida alle banche.

Diamogli credito
Da noi il Governo, in collaborazione con l'Associazione bancaria italiana, ha realizzato a marzo un progetto («Diamogli credito») in cui gli studenti modello dai 18 ai 35 anni possono richiedere un prestito, fino a 6 mila euro, rimborsabile in (massimo) tre anni con un tasso annuo (inferiore alla media di questo tipo di finanziamenti che varia tra il 6 e l'8 per cento) del 5,8%. Nel caso di mancato rimborso, vengono condonati allo studente i primi tre mesi di ritardo, con il solo addebito degli interessi. Dopodiché la banca può attivare il fondo di garanzia che rifonderà il 50 per cento del debito insoluto e lo studente finirà nel registro degli insolventi della Centrale rischi. Il fondo istituito dallo Stato è di 33 milioni di euro per il triennio 2007-2009. Nei primi quindici giorni sono arrivate 280 richieste di finanziamenti agevolati per un totale di 928 mila euro erogati. Gli ultimi dati disponibili (fine maggio) parlano già di 2,3 milioni di euro finanziati per oltre 1.477 richieste. I soldi possono essere utilizzati per un programma Erasmus, piuttosto che per pagare le spese connesse alla locazione per i ragazzi che studiano fuori casa.

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