Licenziati un milione di lavoratori nel 2012

Nel 2012 hanno perso il lavoro più di un milione di persone. I licenziamenti l’anno scorso hanno toccato quota 1.027.462, con un balzo del 13,9% rispetto al 2011 quando erano state licenziate 901.796 persone. Dati alla mano, dal sistema delle comunicazioni obbligatorie del Ministero del Lavoro, si evince che nel primo trimestre i licenziamenti sono stati in tutto 225.689 e hanno riguardato 134.144 uomini e 91.545 donne. Nel secondo semestre del 2012 sono stati licenziati 226.654 lavoratori (133.513 uomini e 93.141 donne), nel terzo trimestre 245.860 (146.568 uomini e 99.292 donne) e nel quarto 329.259, con un aumento del 15,1% rispetto allo stesso periodo del 2011.

Con la riforma del mercato del lavoro del Ministro Elsa Fornero è davvero diventato più facile licenziare? Secondo un’inchiesta del fattoquotidano.it a nove mesi dall’entrata in vigore della riforma solo il 5% dei precari è stato stabilizzato, il 4% è andato incontro a un contratto flessibile con maggiori tutele, mentre il 27% ha perso il lavoro e il 22% ha dovuto accettare un contratto peggiore pur di mantenere un impiego. Senza contare che i contenziosi sull’articolo 18 intasano di lavoro i già ingolfati tribunali e che i nuovi ammortizzatori sociali dovrebbero, e il condizionale è d’obbligo, entrare in vigore nel 2017.

E a quanto pare la riforma Fornero non ha reso più facile neanche assumere, altro che maggiore flessibilità in entrata. A fronte di più di un milione di licenziamenti, nel 2012 sono stati attivati 10.211.319 rapporti di lavoro dipendenti o di collaborazione, 231.191 in meno rispetto ai 10.442.510 rapporti di lavoro creati nel 2011. Nel dettaglio nel primo trimestre dello scorso anno sono state assunte 2.705.375 persone, nel secondo trimestre 2.768.925, nel terzo 2.467.255 e nel quarto 2.269.764, 139.788 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-5,8%).

Per quel che riguarda la distribuzione per aree geografica delle nuove assunzioni il Ministero precisa che:


Le regioni del nord e del mezzogiorno mostrano i volumi maggiori con 886.614 e 800.433 nuovi contratti rispettivamente a fronte dei 582.036 del Centro.

In totale nel 2012 i rapporti di lavoro cessati sono stati 10.374.010, in aumento di 78mila unità rispetto ai 10.296.000 del 2011.

Foto © Getty Images

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