Piazza Affari chiude in leggero ribasso. Crolla Pirelli

La Borsa di Milano chiude piatta una seduta in cui poteva andare decisamente peggio, se non fosse stato per Eni. L'indice Ftse Mib ha perso lo 0,05%, l'All Share lo 0,01%, il Mid Cap ha ceduto lo 0,34% per un controvalore di volumi scambiati di 1,3 miliardi di euro circa. Piazza Affari non può che continuare a fare i conti con lo stallo del quadro politico italiano e la crisi del debito nell’eurozona. Incertezza che secondo Axa WF Framlington:

potrebbe continuare a pesare durante le prossime settimane.

Anche se:


Le azioni della zona euro rimangono interessanti per un investitore di medio termine, visto non solo la valutazione, ma soprattutto la loro esposizione alla crescita mondiale.

Telecom Italia cede in chiusura l'1,71% dopo il taglio del target price (a 0,75 da 0,85 euro) operato da Credit Suisse. Pirelli affonda archiviando un giornata decisamente no con un -6,33%, a seguito del rinvio della presentazione del piano industriale 2013-2017 da maggio al prossimo mese di novembre, insomma dopo i risultati del terzo trimestre. A pesare è l'incertezza sull'andamento del business in Europa (ovvero il 30% del fatturato previsto per il 2013). Tra i bancari in controtendenza Intesa San Paolo che guadagna l’1,39%. Protagonista in positivo della giornata Eni (+0,69%) dopo che Morgan Stanley ha inserito il market leader italiano del settore nella lista delle Investment Recommendation.

Lo spread Btp-Bund chiude a 310 punti base, con un tasso sul decennale del Tesoro che scende così al 4,34%. Il rendimento degli equivalenti Bonos spagnoli a 10 anni è al 4,74%. Nel resto d’Europa, a parte Londra, chiusure in lieve calo o stabili. Alla City l'indice Ftse -100 cresce dello 0,43% a 6.276,94 punti. La Borsa di Madrid archivia la seduta perdendo lo 0,14%, Francoforte guadagna lo 0,05% mentre la piazza finanziaria di Parigi sale dello 0,09%.

Le Borse europee rallentano dopo calo fiducia investitori

Avvio di settimana positivo per Piazza Affari in linea con le altre borse europee e in scia alla chiusura della Borsa di Tokyo che ha fatto registrare un +2,8%. Dopo le chiusure deboli o in rosso di venerdì scorso, per i deludenti dati sull'occupazione e i timori per l'influenza aviaria, i mercati provano a ripartire. Alla Borsa meneghina dopo un’apertura con un rialzo dello 0,8% per l'indice Ftse Mib (e dello lo 0,7% per il Ftse All Share) l’indice dei maggiori titoli azionari ha sfiorato guadagni dell’1% prima di rallentare con le altre piazze finanziarie europee a seguito della diffusione del dato sulla fiducia degli investitori nell'eurozona.

Fiducia scesa di ben 17,3 punti, quando gli analisti avevano calcato un -12,8 punti massimo. Pesa l’effetto Cipro e il salvataggio a mezzo prelievo forzoso (tra il 50 e il 60% ipotizzano i media locali ancora oggi) dai conti superiori ai 100mila euro. Nonostante tutte le rassicurazioni che Cipro non è uno schema o un modello per altri eventuali piani anti default per i Paesi in crisi dell’eurozona.

Alla Borsa di Milano, più nel dettaglio, buone le performance del comparto bancario, con Banco Popolare sugli scudi con un +2,59%. Tra i peggiori a metà mattinata il titolo Pirelli & C, causa rinvio del nuovo piano industriale. Vola invece Rcs, che sale fino all’8% sull’ ipotesi di aumento di capitale, oggi si riunisce il patto di sindacato. Lo spred Btp-Bund decennali è in deciso calo dalla chiusura di venerdì, a quota 308 punti, contro 317, con un rendimento del 4,31%.

Sul mercato dei cambi lo yen si indebolisce ancora sul dollaro dopo le misure annunciate dalla Boj, la Banca centrale nipponica, su un consistente piano d’acquisto di titoli di Stato. Il cambio euro/dollaro a metà giornata operativa resta su quota 1,3 (1,3007 intorno all’una).

(in aggiornamento)

Foto © Getty Images

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