Equitalia aumenta gli interessi di mora: petizione dei Consumatori

Contro l’aumento degli interessi di mora sui pagamenti in ritardo deciso da Equitalia, con decorrenza dal 1° maggio prossimo, continuano a scagliarsi le associazioni dei Consumatori. Per i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, siamo di fronte a:


una vera e propria assurdità, che cade in un momento drammatico per le famiglie italiane, in molti casi, già in estrema difficoltà nel far fronte alle spese più elementari.

In un momento così difficile per tante famiglie - già alle prese con una pressione fiscale record, con il crollo del potere d’acquisto (-4,8%), del reddito (-2,1%) e quindi della propensione al risparmio (-8,2%) - alzare il tasso degli interessi di mora dal 4,55% al 5,22% (il 15% in più) sulle cartelle di pagamento sembra davvero:

un ulteriore contributo per accrescere la preoccupazione e lo stato di vera e propria esasperazione in cui si trovano le famiglie. Piove  sul bagnato! Infatti la società, già tristemente nota per le cartelle pazze, ancora una volta, vuole fare cassa (per conto dell’Agenzia delle Entrate) con metodi prepotenti ed arroganti. Piuttosto che pensare ad aumentare i tassi di mora, Equitalia dovrebbe dare la priorità ad una decisa riorganizzazione della struttura, migliorando i pessimi rapporti con il pubblico.

Secondo Federconsumatori e Adusbef:

tali aumenti devono essere scongiurati con ogni mezzo e, in caso Equitalia non desse risposte adeguate, le nostre Associazioni avvieranno tutte le iniziative necessarie per tutelare le famiglie.

Nel frattempo si è mossa un’altra associazione dei consumatori, il Codici. Il Centro per i diritti del cittadino ha lanciato una petizione nazionale contro l’aumento degli interessi di mora applicabili da Equitalia. La petizione popolare sarà presentata al parlamento e al governo chiedendo di:

    -rivedere il sistema di sanzioni fissando un tetto massimo non superiore al 20% della somma dovuta;

    -rivedere il sistema d’interessi applicati fissando un tetto massimo non superabile pari alla misura dell’interesse legale;

    -prevedere che per il calcolo degli interessi (comunque denominati)  venga utilizzato il sistema  “all’italiana” con un piano di ammortamento semplice, ovvero senza alcuna capitalizzazione e con rate costanti pari al 50% di quota capitale e 50% di quota interessi;

    -ridurre tutti i costi e gli oneri aggiuntivi a quelli effettivamente sostenuti;

    -dichiarare impignorabile per crediti fiscali e/o tributari gli immobili destinati ad abitazione principale;

    -limitare le iscrizioni ipotecarie per crediti non inferiori ad almeno il 40% del valore dell’immobile stesso;

    -limitare i fermi amministrativi sui mezzi lavoratori e di trasporto dei debitori per crediti non inferiori ad almeno il 40% del valore del mezzo.

Il Codici considera ingiustificato e in giustificabile l’aumento degli interessi di mora sui pagamenti in ritardo delle imposte di competenza statali:

Con la maggiorazione di tassi di mora le famiglie che versano in difficoltà economiche cadranno ancora più nel baratro.  Tale aumento, in un momento così drammatico come quello presente, non trova alcuna giustificazione. Il Governo dovrebbe implementare politiche per tutelare i cittadini che versano in situazioni di difficoltà, non permettere aumenti di interessi che accrescono lo stato di preoccupazione delle famiglie italiane.

Il segretario Nazionale del Codici Ivano Giacomelli precisa che è stato costituito un Comitato promotore della petizione popolare nazionale al quale cittadini e associazioni sono invitati ad aderire.

Foto © Getty Images

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