Conti in tasca al fotovoltaico: costi e ricavi

Conti con il fotovoltaico Come si stende un bilancio preventivo delle spese relative ad un impianto fotovoltaico? Ma soprattutto quali sono i margini di risparmio sui consumi energetici? Appurato che numerosi sono i fattori in gioco, dalla società cui ci si rivolge per l’installazione ai materiali scelti, alle dimensioni dell’impianto, ci sono alcune cifre di riferimento che possono dare un significativo ordine di grandezza della spesa.

Citiamo a tal proposito l’interessantissimo articolo pubblicato su Rinnovabili.it.

Voci di spesa
Impianto

Sul mercato italiano il benchmark di riferimento comprende una forbice di 5400 € – 7.000 € per kW installato, in riferimento a piccoli impianti (fino a 100 kW), mentre scende di prezzo su impianti di grande potenza (nell’ordine dei MW si può tranquillamente arrivare sotto i 5.000 € per kW installato). Per avere un preventivo puntuale sarà necessario aggiungere al calcolo anche eventuali interventi straordinari come l’integrazione dell’impianto o le spese extra di natura impiantistiche/edili/burocratiche etc.

Manutenzione
La manutenzione ordinaria annuale può essere stimata intorno all’1% del costo dell’impianto. Anche in questo caso ci possono essere delle differenze legate alla tipologia di impianto; per un impianto domestico di piccola taglia in zone non particolarmente impegnative (vicinanze del mare, zone polverose, vicino a cementifici etc.) si può assumere la manutenzione ordinaria annua come un controllo visivo e strumentale dei cablaggi e una pulita al vetro superiore dei moduli fotovoltaici con una spesa inferiore all’1% del costo-impianto preventivato. Se invece siamo in presenza di impianti di potenza medio-alta e, ad esempio realizzato con inseguitori solari (mono-biassiale), la manutenzione può essere più impegnativa e, di conseguenza il costo più elevato.

Nota di rilievo è il costo di manutenzione straordinario dovuto in genere alla fine della vita operativa del convertitore statico (inverter) che avviene normalmente tra il 10° e 15° anno o comunque entro il tempo di vita dell’intero impianto fotovoltaico (non meno di 30 anni). In genere l’incidenza della sostituzione degli inverter è stimabile intorno al 7% del costo dell’impianto.

Sicurezza
Di non secondaria importanza anche l’aspetto della sicurezza degli impianti installati, per i quali si possono richiedere coperture assicurative. I prodotti sul mercato sono numerosi a partire dalle semplici polizze incendio e furto, passando per la copertura assicurativa sulla mancata produzione in caso di guasto e/o mancanza di soleggiamento adeguato, e finendo con il sistema di allarme e videosorveglianza (in genere richiesto da banche ed assicurazioni relativamente ai grandi impianti). Un costo orientativo per la sola assicurazione incendio e furto può essere stimato in 20-25 €/anno per kW assicurato. Quindi le principali voci di costo possono essere riassunte in: – Costo impianto (5.000 – 7.000 €/kW) – Manutenzione ordinaria (1% costo-impianto) – Manutenzione straordinaria (7% costo-impianto) – Servizi accessori (variabile).

Ricavi
Principalmente legate agli incentivi statali e ai risparmi in bolletta le voci di risparmio forniscono la principale attrattiva, oltre al basso impatto ambientale, di questi impianti solari.

Incentivi
Per un impianto residenziale di 3 kW su tetto a falda posizionato su tegole lo stato riconosce una tariffa incentivante pari a 0,44 €cent per ogni kWh prodotto dall’impianto stesso per una durata di 20 anni. Un impianto del genere posizionato a Roma con un’inclinazione ed esposizione buona, ma non ottimale (140° azimuth, 18° inclinazione) fornisce una produzione stimata di circa 4200 kWh annue. Quindi al 1° anno potremo fare affidamento su un incentivo statale di 0,44×4200 = 1.848 €. Tale incentivo statale oltre le ovvie fluttuazioni relative alla reale produzione energetica e non quella stimata (se la radiazione giornaliera media annuale è più elevata di quella prevista ovviamente maggiore sarà la produzione di energia e quindi l’incentivo statale e viceversa), subisce anche gli effetti del decadimento prestazionale dei moduli fotovoltaici, stimabile in circa 1% annuo che ovviamente si riflette su una analoga flessione della tariffa incentivante.

Bollette più leggere
La seconda voce di ricavo è il risparmio in bolletta elettrica (mancato esborso verso il distributore di energia elettrica). Supponendo di coprire completamente il fabbisogno di energia elettrica dell’utenza e di utilizzare il meccanismo dello scambio sul posto, tale risparmio si può quantificare in circa 700,00 €/annuo. Tale valore dovrà essere ridefinito annualmente aumentandolo in funzione del costo reale dell’energia elettrica (ad oggi possiamo assumere un 10-15% annuo) fino alla fine della vita operativa dell’impianto fotovoltaico.
Le due voci di ricavo analizzate (incentivo statale e risparmio in bolletta) sono presenti contemporaneamente e quindi vanno sommate. Quindi al 1° anno possiamo ipotizzare: – Incentivo statale 1.848,00 € – Risparmio in bolletta elettrica 700,00 € – TOTALE ricavi (al 1° anno) circa 2.500 €

Due conti
Costo impianto da 3 kW 20.000 € (ipotizzando un costo di 6.100 €/kW + IVA 10%)
Costo manutenzione ordinaria annuale (circa 100 €)
Costo manutenzione straordinaria (circa 1200 € da erogare al cambio dell’inverter)
Costo assicurazione incendio e furto (circa 75 € annui).

Ricavi cumulati (a 20 anni) 105.000 €
Utili cumulati (a 20 anni) 102.000 €
Flusso di cassa negativo per i primi 7 anni e poi positivo con valore medio annuo di circa 7.000 € (circa 4.000 € all’8° anno per poi crescere fino a circa 12.000 € al 20° anno)
VAN a 20 anni circa 36.000 €
TIR a 20 anni circa 16,5%

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