Lavoro: la pesante eredità della crisi finanziaria

Immagine by Robrto Mangosi Economia reale a rischio epidemia! Inciderà e non di poco sul tasso di occupazione globale la crisi finanziaria dei mercati. Secondo le stime dell’ILO (International Labour Organization) infatti entro il 2009 rischieranno il posto ben 20 milioni di lavoratori, per un bilancio complessivo di 210 milioni di disoccupati.
Si tratterebbe di un triste primato storico, denuncia Juan Somavia, il direttore generale dell'Organizzazione internazionale del lavoro. Somavia, durante un incontro con la stampa, ha detto che: "il numero di disoccupati potrebbe passare dai 190 milioni del 2007 a 210 milioni entro il 2009".

Per il direttore generale dell’Ilo è necessaria un’azione rapida e coordinata dei governi per prevenire una crisi sociale che rischia di essere “severa, lunga e globale”. Somavia ha sottolineato come sia necessario "tornare alla funzione di base della finanza, che è quella di promuovere l'economia reale" e ha spiegato che è necessario "restaurare i flussi di credito all'economia, rafforzare i sistemi di protezione sociale tra cui pensioni, indennità di disoccupazione, sostegno ai bambini e assistenza sanitaria".

Settori in bilico
I settori più colpiti sarebbero quelli delle auto, la finanza, i servizi, l’edilizia e il turismo. “Non è solo una crisi di Wall Strett ma una crisi che interessa tutto il mondo”. Per Somavia è necessario un piano di salvataggio che sia concentrato sull’economia reale e sulle questioni sociali. Il direttre dell'Ilo ha sottolineato come "sarebbe tragico rispondere alla crisi dei sub-prime con politiche sub-prime".

A rendere ancor più preoccupante lo scenario il fatto che la crisi potrebbe colpire soprattutto i più “vulnerabili”. Basti pensare che la crisi potrebbe portare ad un incremento della popolazione afflitta da povertà. Secondo quanto reso noto da Somavia, entro il 2009 il "numero di lavoratori che guadagnano meno di un dollaro al giorno potrebbe salire di 40 milioni e quelli con redditi inferiori a 2 dollari al giorno potrebbeo aumentare di almeno 100 miluioni".

Dal punto di vista regionale l'Ilo non ha offerto dettagli ma Somavia ha affermato che a reagire meglio alle crisi potrebbero essere quei paesi con grandi mercati domestici che non dipendono significativamente delle esportazioni.

Solo a gennaio 2008, in occasione della presentazione del Rapporto annuale “Tendenze Globali dell’Occupazione", l'Ilo aveva stimato che l'impatto della crisi finanziaria sull'occupazione sarebbe stata di 5 milioni di disoccupati in più. Oggi le cifre sono diventate quattro volte più gravi.

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