Istruzione: la riforma della discordia è legge

Riforma Gelmini Nonostante le proteste di studenti e genitori, le lezioni in piazza, l’opposizione dell’intero corpo insegnanti e i moniti di Famiglia Cristiana la riforma Gelmini è diventata legge.

Tra le più o meno condivisibili novità troviamo il criticato maestro unico alle elementari, il ritorno dei voti in pagella, la valutazione della condotta nel giudizio finale sullo studente, e il tanto atteso aumento della durata dei libri di testo. Dopo essere stato presentato a fine agosto al consiglio dei ministri, il decreto ha avuto già il via libera dalla Camera a metà ottobre.
Vediamo in breve in cosa consisterà la riforma:


  • MAESTRO UNICO: alle elementari, già dal prossimo anno scolastico, gradualmente (si comincia con le prime classi), ci sarà un solo docente. Il maestro unico sarà però affiancato dagli insegnanti di religione e di inglese. Per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento, è previsto che si possa attingere, per l'anno 2009, dai bilanci dei singoli istituti scolastici.
  • Razionalizzazione. Il decreto prevede anche tagli agli organici e alla didattica che nel prossimo triennio puntano a far risparmiare alle casse dello stato 7,8 miliardi di euro: tra il 2009 e il 2012 verranno soppressi oltre 87 mila posti di docente praticamente in tutti gli ordini di scuole.
  • Nel prossimo anno la “sforbiciata” sarà più consistente (- 42mila posti), poi nel 2010 se ne elimineranno circa 25.500 e l’anno successivo poco meno di 20mila.

    I tagli non risparmieranno nemmeno gli Ata ovvero il personale non docente, il cui organico complessivo verrà abbattuto del 17 per cento: 44.500 tra direttori amministrativi (- 10mila), collaboratori scolastici (- 29mila), amministrativi e assistenti tecnici (- 4mila) tutti appartenenti al personale non docente. Prima dell’intervento del governo Berlusconi, i tagli previsti dal precedente governo assommavano a 20mila dipendenti. La scuola conta circa 1 milione e 100mila occupati, la riduzione complessiva quindi riguarda oltre il 10 per cento del personale del comparto istruzione. L’obiettivo ultimo che si è posto il governo con il dl 112 è quello di avvicinare il rapporto alunni-docenti a quello della media Ue: attualmente in Italia è pari a 8,94, mentre con l’attuazione dei tagli nel 2012 verrebbe portato a 9,94. Per l’immissione in ruolo dei docenti, le graduatorie per le scuole elementari saranno su base provinciale (come ha chiesto la Lega) e non su base nazionale.

  • VOTO CONDOTTA: si introduce la valutazione della condotta ai fini del giudizio finale sullo studente.
  • VOTI IN PAGELLA: Tornano i voti in decimi nelle elementari (dove però saranno accompagnati dai giudizi) e nelle medie. Torna il voto in decimi anche per l'esame di terza media (archiviando i giudizi - sufficiente, buono, distinto, ottimo - con i quali finora si concludeva il percorso di studi).
  • LIBRI DI TESTO: i testi scolastici dovranno durare almeno cinque anni (salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento) evitando così continue riedizioni spesso inutili (soprattutto per alcune materie) e certamente onerose per le famiglie.


  • SI INSEGNA LA COSTITUZIONE: Il decreto prevede la sperimentazione dell'insegnamento di educazione civica ("Cittadinanza e Costituzione").
  • DOCENTI SISS: è stata introdotta una norma che salvaguarda le aspettative di alcune categorie di docenti, come, ad esempio, gli abilitati Siss (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) del nono ciclo, attualmente esclusi dalle graduatorie a esaurimento.
  • EDILIZIA SCOLASTICA: vengono destinate risorse (una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni di euro) all'edilizia scolastica.
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