Borsa Milano chiude positiva (nell’attesa di un governo)

La Borsa meneghina chiude la seduta in positivo con l’indice dei maggiori titoli Ftse Mib che guadagna l'1,66%, dopo aver toccato picchi del 2,3%; l'AllShare ha invece archiviato la giornata con un +1,48%. In tutto sono stati scambiati volumi per un controvalore di oltre 2,2 miliardi di euro. A influire sulla performance di Piazza Affari, nettamente migliore rispetto alle maggiori Borse europee, il buon andamento del paniere bancario, grazie al calo dello spread Btp-Bund, che ha chiuso a 282 punti base, e quindi dei tassi di interesse sul decennale del Tesoro. Il rendimento del Btp scende così al 4,05%, sui minimi dal novembre del 2010. Certo i listini milanesi hanno dimostrato di apprezzare il primo passo compiuto verso l’uscita dallo stallo politico-istituzionale che ha portato alla rielezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica. Ora si attende a stretto giro un governo, nel pieno dei suoi poteri. Secondo un trader di Ig Markets:

La reazione positiva del mercato, a nostro avviso, non è tanto dipesa dalla conferma del presidente uscente, ma dall'attesa di un'azione più rapida nella formazione del nuovo esecutivo, magari già entro questa settimana.

Banca Aletti nella sua newsletter di stamane annotava:

Ora certo, il dubbio è sempre il solito: scontata in anticipo una risoluzione dell'arrocco politico o solo anticipate le mosse in un trend che sta sempre più ponendo le basi per essere duraturo e importante?

Nel resto d’Europa Londra e Parigi chiudono intorno alla parità, Francoforte guadagna lo 0,24%, con l’indice Dax a 7.478,11 punti, e Madrid l'1,23% (Ibex 35 a 8.027,70 punti).

Piazza Affari apre in rialzo: «effetto Napolitano»

Possiamo chiamarlo effetto Napolitano. La rielezione con tanto di bis storico di Re Giorgio al Quirinale sembra aver allentato le tensioni sui mercati nella prospettiva che presto si arrivi alla formazione di un governo. A Piazza Affari l’azionariato apre in rialzo, mentre sul mercato del debito, lo spread scende sotto quota 300 punti, in una settimana importante per le aste dei nostri titoli di Stato.

Alla Borsa di Milano l’indice dei maggiori titoli Ftse Mib balza in apertura a +1,81% (16.045 punti). Positive anche le altre Borse europee con Francoforte a +0,76%, Londra +0,62% e Parigi +0,65%. E sul mercato secondario lo spread tra Btp e Bund tedeschi cala a 285 punti base in apertura, erano 297 venerdì. Si tratta del livello minimo da fine gennaio scorso, con rendimento del decennale italiano al 4,10%. Ieri il direttore generale della Banca d'Italia Fabrizio Saccomanni ha ricordato che c’è poco da stare contenti per il fatto che lo spread è ora sotto i 300 punti, perché dovrebbe essere a quota 100 e anche meno:

paghiamo ancora uno spread molto alto, considerando tutto ciò che è stato fatto.

Il dg di Palazzo Koch, il cui nome in queste ore viene avanzato tra i papabili per guidare il prossimo governo, ha poi ricordato che bisogna agire in fretta sul fronte della crescita cui la sostenibilità della finanza pubblica è legata.

Sui mercati asiatici dopo l’allentamento monetario della Boj, la banca centrale giapponese, avallato dal G20 finanziario di Washington, la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi sui massimi dell’ultimo lustro a +1,89%.

(in aggiornamento)

Foto © Getty Images

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