Microcredito a prova di crisi!

Microfinanza Mentre l’economia crolla, lei cresce. Parliamo della Microfinanza che, stando ad un’interessante intervista a Fabio Malanchini di Microfinanza riportata del Sole 24 Ore , avrebbe un andamento anticiclico rispetto al resto dell’economia. Il settore dei micro-finanziamenti cresce anche in periodi di forte recessione, ne è una prova quello che successe in Asia negli anni della recessione giapponese o in Messico dopo lo scoppio della bolla finanziaria adella new-economy, sostiene Malanchini.

Questo ovviamente non significa che sia immune alla crisi. La restrizione del credito riduce inevitabilmente gli investimenti privati. Soprattutto se si tratta di gente come Morgan Stanley, Abn Amro o il fondo di private equity Blackstone (tanto per fare qualche nome di società che ha investito nella microfinanza) che, come la maggioranza delle grandi banche deve fare i conti con problemi di liquidità. «Ma per il momento la quota di fondi privati è ancora minoritaria rispetto a quelli pubblici». Per questo l'impatto del credit crunch è decisamente limitato.

Un business in fiore
I numeri della crescita di settore parlano chiaro: il volume totale degli investimenti erogati in tutto il mondo è passato da 4 miliardi di dollari del 2001 ai 25 miliardi del 2006. E in questi ultimi anni sta aumentando sempre di più la quota di soggetti che riescono ad operare nel settore in maniera sostenibile, riuscendo a coprire i costi e guadagnandoci. Il Roe (return of investment) si sta dimostrando straordinariamente alto. Per questo tanti privati, banche, fondi e finanziarie ci stanno mettendo soldi. E sempre di più ce ne metteranno in futuro. Secondo una stima di Deutsche Bank il volume degli investimenti nel settore salirà dai due miliardi del 2006 ai 20 miliardi del 2015.

Microfinanza “made in Italy”
Non si tratta però solo di paesi in via di sviluppo. Anche da noi infatti la micro finanza sembra gradualmente prendere piede. Stando infatti all'ultima rilevazione della Banca d'Italia, il 14% delle famiglie non ha accesso ai servizi finanziari. In questi ultimi cinque anni le associazioni hanno erogato 75 milioni di euro di finanziamenti soprattutto a piccole imprese e immigrati. Circa 8000 persone si sono rivolte ai soggetti che aderiscono a Ritmi, la Rete Italiana di Microfinanza. Il network, creato all'inizio del 2008, ha presentato microfinanza-italia.org, il primo portale italiano della microfinanza.

Il tallone d’Achille di questa tipologia di finanziamenti però è proprio l’assenza di regolamentazione, come invece avviene in altri Paesi europei come la Francia.
Le operazioni di micricredito devono ad oggi coinvolgere necessariamente più soggetti: le banche che erogano materialmente il credito fornendo materialmente servizi di sportello, un soggetto pubblico o privato (come una fondazione) che stanzia un fondo di garanzia a copertura delle eventuali insolvenze e le organizzazioni ed altri enti no profit che gestiscono tutta la fase di consulenza e supporto al cliente.

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