Bonus famiglie numerose: istruzioni per l’uso

Bonus famiglie numerose Saranno a breve disponibili i moduli con cui richiedere il bonus varato dal Governo per aiutare le famiglie alle prese con la crisi economica. Secondo quanto contenuto nel decreto anti-crisi varato venerdì dal Governo, inoltre, ci sarà la possibilità di cumularlo con la social card.

Scaglioni di reddito
Il bonus sarà una tantum (cioè erogato una sola volta) e varierà da 200 a mille euro a seconda del reddito e dei componenti del nucleo familiare che ne farà richiesta:


  • 200 euro spetteranno ai pensionati unici componenti del nucleo familiare con non oltre 15 mila euro di reddito annuo
  • 300 euro per nucleo familiare di 2 persone con reddito complessivo non oltre i 17 mila euro
  • 450 euro per famiglie a tre componenti con non oltre 17 mila euro

  • 500 euro per 4 componenti con reddito massimo a 20 mila

  • 600 per 6 o più persone con soglia reddituale di 20 mila

  • 1.000 euro per famiglie di oltre 5 persone con reddito a 22 mila o con portatori di handicap purché il reddito non superi i 35 mila.

Nel complesso sono stati stanziati 2,4 miliardi di euro e si stima che potranno beneficiarne otto milioni di famiglie.
Quando l’agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei cittadini il modulo, sarà possibile consegnare la domanda al proprio datore di lavoro (tecnicamente: il sostituto d’imposta) oppure, nel caso di pensionati, all’Inps o agli altri enti previdenziali. In alternativa, ci si potrà rivolgere – gratis, dice il decreto – a commercialisti, Caf e altri soggetti autorizzati.

Presenti e assenti
Non sono contemplati nel popolo dei “bisognosi” gli autonomi, causa la tipologia di reddito, non tanto l’importo. Rientrano, invece:


  • i redditi da lavoro dipendente,

  • le pensioni

  • i redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente (es. collaborazioni non subordinate continuative, i compensi dei lavoratori socialmente utili, gli assegni dell'ex coniuge).

Decisivo sarà il numero dei familiari e il reddito complessivo (al lordo degli oneri deducibili e delle imposte): un pensionato che vive solo avrà 200 euro a condizione che il reddito sia inferiore a 15mila euro. Un operaio con moglie e un figlio a carico, invece, deve stare entro i 17mila euro annui per riceverne 450. Nelle famiglie con un portatore di handicap la soglia si alza: 35mila euro di reddito annuo massimo e mille euro di una tantum, quale che sia il numero dei componenti.

Effetto retroattivo
Un vantaggio che il Governo ha voluto concedere alle famiglie è la possibilità di scegliere se utilizzare come base per la domanda il reddito del 2007 (con termine di presentazione al prossimo 31 gennaio) o il reddito del 2008 (nel qual caso le domande possono essere presentate fino al 31 marzo – e questo per dar modo ai lavoratori di ricevere il Cud a fine febbraio). In questo modo si consente di ottenere il bonus anche a chi nel 2007 aveva redditi oltre i limiti, ma ha sofferto poi della crisi economica.

I tempi
Dall'approvazione della norma all'incasso del beneficio, comunque, i tempi saranno piuttosto lunghi. Chi farà domanda al primo termine utile – entro gennaio – riceverà il bonus in busta paga entro febbraio, scadenza che slitta a marzo per i pensionati. Chi farà domanda entro marzo, invece, effettuerà l'incasso rispettivamente ad aprile e maggio.

L'articolo 1 del decreto esamina anche i casi in cui il bonus non viene versato dal sostituto d'imposta: in queste situazioni, la richiesta può essere presentata direttamente all'agenzia delle Entrate, indicando le modalità prescelte per l'incasso. Il decreto non specifica quali siano le ipotesi in cui manca il sostituto, ma fin da ora si può immaginare il caso delle colf e delle badanti (per le quali il datore di lavoro persona fisica non è sostituto d'imposta) oppure il caso del lavoratore che al momento di incassare il bonus è disoccupato o si è messo in proprio.
Nella domanda i dati presentati saranno autocertificati, e spetterà all'agenzia delle Entrate effettuare i controlli su richiedenti e sostituti d'imposta.

Il bonus verrà erogato dal sostituto d'imposta secondo l'ordine di presentazione delle richieste e nei limiti del monte ritenute e contributi disponibili nel mese dell'erogazione. La lettera della legge non chiarisce che cosa succeda se i benefici da versare siano superiori al monte, ma – in attesa di risposte – si possono ipotizzare due soluzioni: il sostituto d'imposta verserà il bonus nel mese successivo, oppure il richiedente potrà rivolgersi direttamente all'agenzia delle Entrate.

  • shares
  • Mail