Piazza Affari chiude in rialzo la sesta seduta consecutiva

La Borsa di Milano chiude la seduta in rialzo, a traino di Wall Street che beneficia del dato sulle richieste di sussidi settimanali di disoccupazione negli Usa, migliore rispetto alle attese. Sui listini europei arriva a sorpresa anche una più ottimistica previsione sul Pil della Gran Bretagna, ma nel Vecchio continente non tutte le maggiori Borse riescono ad approfittarne al meglio. Madrid chiude in ribasso dello 0,38%, Parigi sulla parità, Francoforte e Londra in rialzo, rispettivamente dello 0,95 e dello 0,15%.

A Piazza Affari l’indice Ftse Mib guadagna alla fine lo 0,52% a 16.649 punti. Si tratta della sesta seduta consecutiva chiusa in rialzo, mentre il premier incaricato Enrico Letta ha avviato le consultazioni con i partiti per cercare di ultimare la squadra di governo entro fine settimana, in modo da presentarsi alle Camere per la fiducia all’inizio della prossima. La Borsa meneghina intanto da venerdì scorso ha guadagnato il 16,5%.

Maglia rosa dell’indice Ftse Mib è oggi Fiat (+3,80% a 4,802 euro) che vola sull’ipotesi di salire al 100% di Chrysler per poi collocare in Borsa le azioni del nuovo gruppo che nascerà dalla fusione. Rimbalzano Fiat Industrial (+2,70%) ed Exor, la holding della famiglia Agnelli, che chiude con un +2,26%. Male tra i titoli dell’indice principale Eni (-0,83%) e Finmeccanica (-3,73%) causa dati deludenti sui conti. Lasciando gli industriali, nel paniere bancario le migliori performance sono oggi per Bper che guadagna l'1,45% a 6,29 euro, Bpm (+0,85%), e Mediobanca (+0,25%) nell'attesa del Cda. Sul mercato del debito lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti ha chiuso in rialzo rispetto a ieri, a 282 punti base, con il tasso di rendimento del Btp che sale sopra il 4%, al 4,06%.

Piazza Affari piatta: occhi puntati sulle consultazioni di Letta

Piazza Affari apre sulla parità dopo la seduta oscillante di ieri chiusa comunque in positivo (Ftse Mib +0,44%). Il clima sui listini milanesi appare rasserenato dai nuovi sviluppi del quadro politico italiano (con l’incarico dato a Enrico Letta di formare un nuovo governo) e più in generale dalla possibilità dell’agognato allentamento monetario da parte della Banca centrale europea. Alla Borsa di Milano oggi l’indice dei maggiori titoli in apertura ha fatto segnare un -0,04% a 16.558 punti. A metà mattinata il Ftse Mib perde lo 0,01% a 16.545 punti. Male Eni (-2,1%) dopo la diffusione dei dati sui conti del primo trimestre 2013, giudicati deboli da diversi analisti e operatori.

Sul mercato secondario, lo spread Btp/Bund tedeschi aveva aperto in ribasso, a 274,48 punti base, rispetto alla chiusura di ieri (276), con rendimento del titolo decennale italiano sceso così sotto il 4%, al 3,99%. Alle 11.40 il differenziale si attesta sui 285 punti base, comunque al di sotto della famosa quota Monti (287 punti base) che il premier uscente indicò, all’atto del suo insediamento 15 mesi fa (quando il differenziale Btp-Bund viaggiava sui 574 punti) quale obiettivo da raggiungere prima dello scioglimento della Camere. Nell’asta di ieri il Tesoro ha collocato 2,5 miliardi di CTz a un tasso dei rendimento dell’1,167%, che rappresenta il minimo storico. Sul mercato dei cambi l’euro, ritornato sopra quota 1,30 dollari, apre stabile all’inizio della giornata operativa con la moneta unica scambiata a 1,3041 dollari e 129,24 yen.

(in aggiornamento)

Foto © Getty Images

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