Bike sharing, nessuna riduzione IVA

Bike sharing Non fa strada l'aliquota Iva agevolata per il bike sharing, che rientrerebbe secondo l’Agenzia delle Entrate nello schema tipico delle locazioni alle quali si applica l’Iva del 20 per cento.

Esclusa anche la possibilità di ricondurlo nell’ambito del noleggio di biciclette. A supporto di questa puntualizzazione due sentenze della Cassazione del 1997 (nn. 8248 e 12303), nelle quali è stata chiarita la differenza tra il noleggio propriamente detto e la locazione dietro corrispettivo di mezzi di trasporto.

Noleggio a Iva ridotta
Nel primo caso, il noleggiatore non acquisisce il godimento esclusivo del mezzo che resta invece nella disponibilità del noleggiante. Quest’ultimo, a sua volta, si impegna a svolgere determinate attività in favore della controparte (trasferimento da un luogo all’altro), assumendosi la responsabilità di eventuali rischi connessi alla prestazione del servizio (Iva al 10%).

Nell’ipotesi di locazione onerosa, invece, prevale l’acquisto temporaneo della “cosa mobile” da parte del noleggiatore, che risponde in prima persona di danni e inadempimenti a lui attribuibili (Iva ordinaria).

Contratto d’opera: nessuno sconto fiscale
Le ragioni avanzate da una società di bike sharing operativa a Milano puntano principalmente sull’importanza sociale e sul fatto che il sistema non punterà esclusivamente sull’offerta di biciclette, ma anche di una serie di ulteriori elementi, quali stazioni di presa e rilascio dei mezzi in vari punti della città, totem di servizio, officine, personale addetto al funzionamento delle prestazioni, eccetera: e tutto compreso nel corrispettivo chiesto al cliente.

Un servizio complesso, non assimilabile alla semplice locazione di cosa mobile, ma più simile a un contratto d’opera. La società ritiene, inoltre, che nonostante l’assenza del vettore, la qualificazione giuridica del rapporto debba essere quella del “contratto di trasporto” disciplinata dal codice civile (articolo 1678). In pratica, secondo l’istante, nella nozione dovrebbero rientrare anche i nuovi servizi di mobilità e trasporto pubblico urbano quali il bike sharing.

È vero che il cliente “non acquisisce un diritto esclusivo di godimento su una determinata bicicletta”, ma ne preleva una specifica ed è proprio quella che deve restituire (nello stato in cui gli è stata consegnata.

Insomma, se proprio non è un’autentica locazione di biciclette, è comunque un servizio complesso, ricco di prestazioni da assoggettare ad aliquota Iva ordinaria.

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