Mutui: tassi più leggeri sul mattone

Rate mutuo Si parla già di “quiete dopo la tempesta” per il settore immobiliare. A beneficiare di un certo periodo di tranquillità sono principalmente i mutuatari che hanno resistito alla tentazione della rinegoziazione.
Dopo un anno di rialzi le rate, infatti, hanno intrapreso un forte movimento ribassista destinato a durare (e probabilmente a migliorare) anche nel 2009. Le rate sono più leggere principalmente per due motivi:

  • grazie alla flessione dei tassi Euribor che con tutta probabilità continueranno a scendere;
  • in conseguenza all’intervenuto governativo che attraverso il decreto 185 del 29 novembre va incontro alle esigenze delle famiglie indebitate in un mutuo a tasso variabile, fissando, per il 2009, una soglia di costo del 4% oltre la quale interviene lo Stato.

Questa seconda misura non riguarda, però, tutti i mutui, ma solo quelli che, al momento della sottoscrizione costavano meno del 4 per cento. Per tutti gli altri la soglia di protezione è fissata nel tasso di partenza iniziale.

Quali mutui?

A beneficiare del provvedimento governativo sono in particolare i prestiti sottoscritti tra la metà del 2003 e marzo 2006 con un spread inferiore all’1,4%. “In questo arco, spiega Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline.it, l’Euribor ha oscillato tra il 2,1 e il 2,5 per cento. Pertanto il tasso iniziale si è attestato nella maggior parte dei casi sotto il 4 per cento. E’ invece andato probabilmente oltre tale soglia chi ha stipulato un mutuo dall’agosto 2006 quando l’Euribor si è impennato oltre il 3 per cento”.

Quale risparmio?

“Ipotizzando un mutuo avviato a novembre 2003 a un tasso del 3,49%, dato dalla somma tra l’Euribor al 2,09% e uno spread dell’1,4%, vi sarà dal prossimo gennaio un effettivo risparmio – spiega Anedda -. Per un finanziamento ventennale di 100mila euro la rata, che alle condizioni attuali (tasso nominale al 4,7%, ndr) sarebbe pari a 650 euro, scenderà a 606 grazie al tetto fissato dal Governo”. Viceversa non ci sarà alcun risparmio per chi, ad esempio, ha stipulato un mutuo nel febbraio 2007 al tasso originario del 5% (Euribor 3,6% + spread 1,4%). A ciò va aggiunto anche che, per molti mutui sottoscritti a un tasso iniziale inferiore del 4%, lo scudo governativo potrebbe essere virtuale o durare solo per qualche mese. Secondo le stime dell’Abi, infatti, nel secondo trimestre del 2009 l’Euribor a 3 mesi dovrebbe scivolare al 2,81% e al 2,6% in quello successivo. Scenario in cui si assottiglierebbe ulteriormente la quota dei mutui su cui scatterebbe il paracadute governativo, visto che il tasso nominale risulterebbe già di per sé inferiore allo scudo stesso.

I provvedimenti delle banche

Mentre l'Abi ha avviato un tavolo di lavoro per risolvere alcuni dubbi relativi al provvedimento, anche le banche stanno cercando di adeguare la propria offerta al Dl, specie sul fronte dell'introduzione di contratti parametrati ai tassi della Banca centrale europea.
Intesa Sanpaolo comunica che sta predisponendo gli interventi per adempiere al Dl e offrire nuovi contratti a tasso variabile indicizzati al parametro Bce.

Le banche del gruppo UniCredit ( UC Banca, UC Banca di Roma, Banco di Sicilia e Banca per la Casa), in attesa dei chiarimenti Abi, hanno lanciato l'iniziativa Insieme 2009 che consentirà a 260mila famiglie a basso reddito di sospendere la rata gratuitamente, fino a 12 mesi, se tra 2008 e 2009 incapperanno nella perdita del lavoro o in eventi luttuosi.

Il Banco Popolare lavora per introdurre da gennaio un catalogo prodotti che comprenda mutui indicizzati al tasso Bce. Intanto ha lanciato dei «tagliandi» per i clienti in difficoltà che consentono di modificare le caratteristiche dei contratti.

Tra gli operatori su canali virtuali, Ing Direct da gennaio offrirà ai clienti previsti dal decreto un mutuo a tasso variabile indicizzato al tasso Bce.

IWBank (gruppo Ubi Banca), che al momento non ha mutui a tasso variabile, li sta studiando per il 2009 con la formula Offset e indicizzati al tasso Bce.

Invece Banca Etica sta studiando le modalità tecniche per recepire le indicazioni contenute nel decreto anti-crisi e valuterà l'ipotesi di applicare ai mutui indicizzati al tasso Bce lo stesso
spread utilizzato per quelli indicizzati all'Euribor. Ora sta preparando un'offerta con rata fissa e durata variabile, mirata per le famiglie che prediligono la certezza della rata. Con l'estratto conto di fine anno, Banca Etica fornirà ai clienti un'informazione complessiva sulla crisi finanziaria e sulle risposte offerte.

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