La Camera dei deputati stringe la cinghia

Camera dei deputati Meno sprechi a Montecitorio. Il bilancio di quest’anno è infatti pieno di segni meno. Fuorché per personale e gruppi parlamentari. I tagli colpiscono telefoni, bollette, carta, cerimoniale, opere d'arte, assicurazioni e commissioni parlamentari, risparmiando però dipendenti e segreterie dei gruppi che, nonostante nel passaggio di legislatura si siano ridotti drasticamente passando da 13 a sei, fanno registrare un aumento di spesa del 3,54 per cento.

L’invito del presidente della Camera Fini ad un uso parsimonioso delle risorse pubbliche non sembra caduto nel vuoto considerato che la previsione di incremento di spesa è dell'1,30%, quindi sotto la soglia dell'inflazione programmata fissata dal Dpef nell'1,5 per cento. «Si tratta del tasso più basso dell'ultimo decennio» scrivono i questori. Anche se va sottolineato che si tratta, per ora, di una previsione tutta da verificare il prossimo anno nel consuntivo. Le uscite complessive in ogni caso non dovrebbero superare 1 miliardo e 82 milioni di euro.

Diminuiscono i gruppi ma aumentano le spese
Pesano e non di poco sul bilancio di Montecitorio i gruppi parlamentari, che dopo lo tsunami elettorale del 2008, è diminuito di ben sette unità. Come mai allora questa voce di spesa aumenta del 3,54% comportando 1,2 milioni in più? «È vero che i gruppi sono notevolmente diminuiti – spiegano a Montecitorio –, ma i pochi rimasti si sono notevolmente ingranditi. Banalmente tutto dipende dal fatto che i deputati sono rimasti 630 pur diversamente raggruppati».

Eppure, laddove hanno voluto, i 630 deputati hanno saputo tagliare. Non è un caso che, pur restando invariato il numero di seggi, le indennità e i vitalizi fanno segnare un'invarianza di spesa

Beni e servizi in discesa
È questo il capitolo che ha subito un vero e proprio colpo di scure alle uscite. Nel complesso si spenderà lo 0,27% in meno rispetto al 2008. E poiché alcune spese, come gli affitti (legati agli indici Istat) o le tariffe dei trasporti, sono incomprimibili, su altre voci i questori hanno dovuto usare la mano pesante: le spese telefoniche saranno tagliate del 12%, quelle per la stampa degli atti parlamentari del 12,42%, quelle per i premi di assicurazione dell'1,83 per cento. E ancora: le bollette di acqua, gas e luce segnano un meno 1,71% e le consulenze del 3,33 per cento.
Con il segno più restano solo le spese per iniziative di comunicazione e informazione.

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