Asili: il nido è d’oro!

Asilo nido Con un costo medio di 15 mila euro annui a bambino l’asilo nido italiano si posiziona in cima alla classifica europea dei più costosi, sebbene ci siano differenze enormi tra comune e comune. Di massima comunque si può dire che ci siano lungo tutto lo Stivale pochi posti e a peso d’oro, secondo quanto rilevano le statistiche. In parte la colpa è imputabile alle incongruenti linee politiche dei vari governi succedutisi. Rimane il fatto che sebbene l’obiettivo per il 2009 sia quello di raggiungere una copertura del 15% della domanda siamo attualmente piuttosto lontani dalla meta.

I dati
Dallo studio dell'Anci, che ha passato al setaccio praticamente tutti i Comuni italiani, si ricava che ogni posto in un asilo nido romano costa 15.049 euro l'anno: 1.254 euro al mese per dodici mesi, quasi il doppio rispetto alle rette degli asili milanesi. E non è affatto il record assoluto. Il Comune dove gli asili nido sono più salati è Leonforte, 14 mila anime in provincia di Enna: 15.746 euro, ovvero 1.312 euro al mese per un anno intero. Appena sette euro e cinquanta al mese più di quanto costi un posto al nido comunale di Ascoli Piceno: 15.656 euro l'anno. Scendendo ancora nella classifica, si incontrano la città ligure di Ospedaletti (15.575), il paese siciliano di Piraino (15.399), poi Ventimiglia (14.622), Vimercate (14.483) in provincia di Milano, Venezia (14.098), Nizza Monferrato (14.045), Borghetto Santo Spirito (13.856) in Liguria, Brescia (13.840), Marcianise (13.580) in Campania, Como (13.288).

Roma, asili inaccessibili
Nella classifica stilata dall'Anci non mancano sorprese, che fanno sorgere molti interrogativi. Innanzitutto fra le grandi città italiane gli asili nido di Roma sono i più costosi in assoluto, considerando che la media delle metropoli è di 6.802 euro pro capite l'anno. A Roma costano quasi il doppio rispetto a Milano (7.774 euro l'anno), città che può soddisfare il 22% delle domande. Ancora meno che nel capoluogo lombardo costano gli asili al Comune di Napoli: 5.830 euro l'anno pro capite. Peccato però che nel capoluogo campano il tasso di copertura delle domande non vada oltre il 4%.
Ma anche da questo punto di vista c'è chi sta peggio. A Foggia, tanto per fare un caso, trova posto nell'asilo pubblico appena un bambino su cento. A Reggio Calabria e Marcianise, Sant'Antimo, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, tutti comuni della Campania, uno su cinquanta. A Vittoria, in Sicilia, e San Giovanni in Fiore, provincia di Cosenza, tre su cento. Sugli stessi livelli di Napoli ci sono anche Castelfranco Veneto, Vimercate (Milano) e Tivoli, in provincia di Roma. Appena meglio va a Pomigliano D'Arco, ma anche a Cesano Maderno, in Lombardia, Civitanova Marche, Besana in Brianza e Capannori (Lucca): qui il tasso di copertura è del 5%. A dimostrazione del fatto che anche al Nord ci sono condizioni difficili.

La copertura del fabbisogno
Un tasso di copertura del 90% non si registra, secondo lo studio dell'Anci, nemmeno nei più ricchi ed efficienti comuni settentrionali. Ci si avvicina, per modo di dire, Gaglianico, 4 mila abitanti nella provincia di Biella, dove c'è posto all'asilo nido comunale per i due terzi dei potenziali utenti.
Più o meno come accade in un altro comune siciliano, Caltabellotta, nella provincia di Agrigento, che con il 65% supera di un soffio anche la cremonese Piadena (64%). Sotto questo livello si trovano Peccioli (Pisa) con il 62%, Arcidosso (Grosseto) con il 56%, e poi Fogliano Redipuglia, in Friuli Venezia Giulia, e Ghemme, in Piemonte, con il 52%. Fino al 50% di Brescello, il paese dove Giovannino Guareschi ambientò la saga di Peppone e Don Camillo.

Bisogna precisare che si tratta di Comuni piccoli, che raramente superano 5 mila abitanti. Ben diversa è la situazione degli asili nido anche nelle più ricche e organizzate città del Centro Nord. L'unico capoluogo di Regione che supera il fatidico obiettivo di Lisbona è Bologna, con il 35%. Firenze si ferma al 29%, quattro punti al di sotto della soglia stabilita in sede europea.

Differenze enormi ci sono anche nei costi del servizio. Al comune di Massafra, 32 mila abitanti nella provincia di Taranto, un posto nell'asilo nido costa appena 1.074 euro l'anno: 89 euro e cinquanta al mese. Quasi quindici volte meno di Leonforte, quattordici meno rispetto a Roma, e un euro in più nei confronti di Montignoso, in Toscana. Che per un pelo non è il comune con l'asilo meno caro d'Italia.

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