Se viaggi a rischio “i cocci” sono tuoi!

Turista fai-da-te Il turista spericolato non si fa certo fermare da rapimenti, pirati o balordi. Se l'avventura finisce male però sarà lui a dover pagare le spese dei soccorsi! Il monito arriva da Rutelli che in qualità di presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza) ha lanciato la proposta al ministro degli Esteri Franco Frattini. Prime reazioni positive. Ma se ne discuterà in maniera più approfondita a fine mese, il 28, in un'audizione del capo della Farnesina a Palazzo San Macuto.

Il “pacchetto viaggi”

Il pacchetto che potrebbe trasformarsi in legge contiene numerose proposte tra cui rendere obbligatorio per le agenzie il collegamento con il sito "Viaggiare sicuri" della Farnesina. Se lo "sconsiglio" viene disatteso, il turista verrà soccorso ma poi riceverà fatturazione a casa: "Le spese sostenute dallo stato italiano per garantire la necessaria assistenza dovranno essere rimborsate". Un obbligo generale di assicurazione e la costituzione di un fondo per fronteggiare le spese in "situazioni impreviste", come nel caso dei 1.200 turisti bloccati nell'aeroporto di Bangkok in Thailandia. "Ma si tratta - precisa Rutelli - di un'ipotesi che va necessariamente concordata con gli operatori turistici, poiché il fondo sarebbe da alimentare con una pur minima maggiorazione, anche solo di qualche decina di centesimi, dei titoli di viaggio; che in nessun modo deve essere confusa con una sorta di nuova tassa sui turisti".

Gli operatori ci ragionano da un po' sul tema. In Parlamento è già sotto esame una loro proposta: stornare 50 centesimi dalle tasse di imbarco aumentate di 2 euro per permettere ai turisti di tornare a casa se gli succede qualcosa e di rimborsarli in caso di fallimenti e truffe. Roberto Corbella, presidente di Astoi: "Gli obiettivi: dissuadere l'estremismo di certi viaggi, educare a un turismo responsabile, proteggere i viaggiatori con un'assicurazione adeguata a loro carico". Iniziativa non peregrina, quella di Rutelli, secondo Andrea Giannetti presidente di Assotravel: "Serve una legislazione per mettere un freno al viaggio con azzardo, anche se è difficile stabilire se un comportamento ha insidie oppure no". Boccia il fondo ipotizzato dal Copasir il presidente Fiavet, Giuseppe Cassarà: "Sarebbe l'ennesimo balzello a gravare sugli operatori e dunque sui consumatori". Il direttore di Avventure nel Mondo, Paolo Nugari, si chiede: "Chi decide se un Paese è a rischio? Oggi le valutazioni della Farnesina sono difformi dai suoi omologhi inglesi e francesi. Servirebbe un giudizio condiviso con gli altri paesi Ue".

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