Aspettando gli incentivi auto …

Incentivi auto Anno horribilis per il comparto automobilistico il 2008 è stato uno dei peggiori sotto il profilo delle vendite di vetture.

Immatricolazioni in calo
I dati rilevano un drastico calo delle immatricolazioni lungo tutto lo Stivale quantificabile intorno ad una perdita del 13,5% su base nazionale e del 14,5% su base regionale. L’equivalente di 2 mila 600 auto nuove in meno in un anno. Va premesso che il raffronto con il 2007 sconta il fatto che quella stagione fu una delle più brillanti in assoluto per il mercato automobilistico. Tuttavia l’arresto è un dato di fatto e viene motivato in prima battuta con la crisi economica. Sempre più famiglie stentano ad avere i soldi per fare la spesa l’ultima settimana del mese, figurarsi se dispongono del denaro per cambiare la macchina.

Noleggio a tutto gas
Nonostante le difficoltà dell’economia e in particolare il peggioramento della congiuntura nell’ultimo trimestre, nel 2008 le immatricolazioni di autovetture per noleggio hanno fatto registrare una crescita del 2,02%. E’ quanto emerge per il 2008 dai dati elaborati dall’ufficio studi LeasePlan: oltre alle immatricolazioni da noleggio sono aumentate soltanto quelle per chilometri zero (12,99%). Un forte calo (-8,89%) si registra, invece, rispetto al 2007, sia per le autovetture acquistate direttamente dalle società per le proprie esigenze aziendali, sia nelle immatricolazioni dei privati (-18,42%). Per l’amministratore delegato di LeasePlan Italia, Jaromir Hajek, l’aumento dipende principalmente dal fatto che “nel mercato dell’auto gli acquisti aziendali hanno generalmente un andamento anticongiunturale”.

Ad ogni paese il suo incentivo
Non meno preoccupante lo scenario per i vicini europei. Nell’intera Unione a 27 si sarebbero vendute nell’ultimo anno 1 milione di vetture in meno rispetto al 2007.
Il 2008 si conferma dunque il peggiore per le quattro ruote che toccano il fondo degli ultimi 15 anni con una caduta delle vendite del 7,8% con un dicembre da paura (-19,3%), ha annunciato l'Acea, l'associazione dell'industria europea.

Questi i numeri "neri" del 2008: crollo del 26% delle vendite in Spagna, del 13,4 in Italia, del 10,7 in Gran Bretagna. Del 17,7% in Germania in novembre, del 14,1 in Francia. Per i costruttori tagli dal 20,3% di Chrysler al 15,2 di Toyota al 13,7 di Gm. Al 9% di Psa, 8 di Ford, 6 di Daimler, 5,6 di Fiat, 4,1 di VW.

Nonostante i piani di aiuto e finanziamento abbozzati dai vari governi tedesco e francese la verità è che finora l'Europa si è mossa a ranghi sciolti: il grosso degli interventi è infatti venuto dalle casse nazionali.

Gli incentivi alla rottamazione e all'acquisto di auto più verdi vanno, per esempio, dai 2.500 euro della Germania ai 1.000 di Francia e Portogallo, agli 800 della Romania, tutti fino a fine 2009. La Spagna invece eroga prestiti senza interessi per i primi 10mila euro per auto nuove del valore massimo di 30mila euro. La Francia ha stanziato 400 milioni per R&D, la Germania 500, la Spagna 120, la Svezia 3 miliardi di corone. Non solo. Parigi già prevede un fondo per la ristrutturazione del settore da 300 milioni oltre a un prestito da un miliardo (al tasso dell'8%) a favore delle società di finanziamento dell'auto. Berlino prevede 100 miliardi di garanzie sui prestiti. Madrid 680 milioni e Lisbona 200. E poi esenzioni sulla tassa di circolazione. E chi più ne ha più ne metta.

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