In Italia quasi un giovane su 4 non lavora e non studia

Nel mondo ci sono 73,4 milioni di giovani senza lavoro, in aumento di 3,5 milioni di unità dal 2007 in poi. Dalla fine di quell’anno, da quando cioè l’economia occidentale è entrata nella crisi che ancora la avvolge, è questo il prezzo pagato in termini di mancata occupazione secondo l'ultimo rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) sulla disoccupazione giovanile il cui tasso a livello globale si attesta nel 2013 al 12,6% e, secondo le previsioni dell'ente Onu, raggiungerà il 12,8% alla fine del 2018:

spazzando via i progressi raggiunti all'inizio della ripresa economica.

E in Italia? Nel documento si legge che nel nostro Paese quasi un giovane su quattro non studia, non lavora e non segue nessun tipo di formazione professionale. La quota dei cosiddetti Neet (acronimo inglese che sta per Not in education, employment or training) è nettamente cresciuta negli ultimi anni piazzandosi al di sopra della media dei paesi avanzati. L’Italia ha fatto un passo indietro lungo 10 anni secondo le tabelle contenute nel rapporto annuale dell'Ilo.

Sulla base degli ultimi dati disponibili per la comparazione tra Paesi, risalenti però al 2010, la percentuale di Neet in Italia è salita fino al 23% dal 19,2% del 2008 (nel 2005 era al 18,5%). Torniamo quindi ai livelli del 2000 quando i giovani italiani che non lavoravano, non studiavano e non seguivano alcuna formazione professionale erano il 23,3%.

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