Scandalo Madoff: truffatori e truffati

Maxi truffa Madoff Ribattezzato dal Figaro “l’escroc du siècle”, lo scroccone del secolo il sedicente finanziere, nonchè ex presidente del Nasdaq (la borsa tecnologica degli Stati Uniti) avrebbe fatto sparire un bottino di 50 miliardi di dollari.

La tecnica utilizzata da Madoff si rifà allo schema di Ponzi, più banalmente conosciuto come catena di Sant’Antonio, il cui meccanismo consente di assicurare alti ritorni finanziari a breve ai primi investitori della catena grazie ai soldi forniti dai nuovi investitori; con il susseguirsi dei passaggi, gli ultimi arrivati restano a mani vuote, essendo il sistema destinato ad accumulare perdite gigantesche. Era il sistema messo in pratica, per esempio, da Richard S. Piccoli, un italoamericano di Williamsville (New York). Vittime preferite: preti cattolici, ordini religiosi e parrocchie. Tramite annunci sui giornaletti destinati ai fedeli, Piccoli pubblicava inserzioni che promettevano, dietro versamento di appena 5 mila dollari, un rendimento pari al 7,1 per cento annuo. Ovviamente assicurato. In questo modo Piccoli ha rastrellato circa 16 milioni di dollari, oltre 500 mila solo a novembre 2008, quando gli agenti dell’Fbi hanno bussato alla sua porta. E hanno scoperto che a organizzare la truffa non era stato un giovane pescecane, ma un altro terribile vecchietto: Piccoli ha 82 anni.

Vittime Madoff

Oltre a migliaia di investitori anche alcune vittime dello star system: dal regista Steven Spielberg, agli attori Kevin Bacon e Jonh Malkovich, passando per la stella del baseball Sandy Koufax e Larry Silverstein, proprietario di parte degli appartamenti del World Trade Center. Sono solo alcune delle celebrità che figurano nella lista delle potenziali vittime della colossale truffa finanziaria organizzata dall’ex presidente del Nasdaq, Bernard Madoff. Prima che venisse scoperta la gigantesca frode, l’ex presidente del Nasdaq godeva di grande stima presso jet set statunitense, dove era considerato un geniale guru della finanza.

L’elenco dei truffati, lungo 162 pagine, era stato reso pubblico lo scorso 4 febbraio dalla corte fallimentare di New York, che si sta occupando della liquidazione dei beni del trader per risarcire le vittime del crac. Tra le oltre 13.500 persone incluse nella lista figurano, inoltre, il senatore del New Jersey Frank Lautenberg, Fred Wilpon, proprietario della squadra di baseball dei Mets, la 91enne attrice Zsa Zsa Gabor, nonchè i figli, i nipoti, la moglie, il fratello e persino l’avvocato di Madoff.

Tra le banche coinvolte figurano, tra le altre, Ubs, Bank of America, Citigroup, Bnp Paribas, Bbva, Santander e Credit Suisse. Ma ad aver affidato il proprio denaro a Madoff sono state anche istituzioni come la Columbia University, il Policlinico dell’Università di New York e la Wunderkinder Foundation, l’associazione benefica di Steven Spielberg.

Piccoli Madoff crescono
Punta di un iceberg sotterraneo all'intero mondo finanziario Madoff è solo il primo di una lunga serie di truffatori, più o meno scaltri.
Il fatto è che, sulla scia degli scandali Madoff e Stanford, negli Usa sta venendo alla luce, non senza imbarazzi per la Sec (l’organismo che vigila sui mercati finanziari), che lo schema Ponzi è un giochetto praticato non solo a Wall Street ma un po’ dappertutto, dalle esotiche Hawaii al Texas, dalla Pennsylvania alla Florida.

Honolulu: il prossimo 2 marzo, il tribunale di Honolulu si occuperà di Marvin Cooper, un giovanotto hawaiano di 32 anni decisamente disinvolto, fondatore della Billion coupons investment. Cooper prometteva mirabolanti interessi composti (e come sempre sicuri) pari al 25 per cento. Ma attenzione: non all’anno, al mese. La singolarità del suo caso è tuttavia un’altra, ovvero il target decisamente di nicchia che aveva prescelto per la sua truffa: le associazioni di sordi e sordomuti. Fra il settembre 2007 e il gennaio 2009 Cooper ne ha abbindolate 125 fra il Giappone e gli Usa, succhiando dalle loro casse 4,4 milioni di dollari. E destinandone un terzo a quelle che la Sec definisce “personal expenses”, spese personali. Fra cui una nuova casa circondata da palme.

Texas: disinvolto anche un tale Rod Cameron Stringer di Lamesa, che la Sec ha trascinato in tribunale lo scorso 21 gennaio, con l’accusa di avere applicato lo schema Ponzi a un hedge fund da lui creato. Dimensioni del buco: 8,5 milioni, raccolti con la promessa di utili non inferiori al 20 per cento. Ma l’Fbi ha anche scoperto che 2,4 milioni erano stati impiegati per comprare uno yacht, costruire una piscina a fianco del suo ufficio, gioielli, case e automobili. E persino una scuderia di cavalli da corsa.

Il premio della faccia tosta va forse a Joseph Forte, il quale è riuscito a raccogliere 50 milioni di dollari prospettanto mirabolanti guadagni che, spiegava, sarebbero stati realizzati speculando sui contratti future. Lo scorso settembre, Forte assicurava gli investitori preoccupati della piega che stava prendendo la crisi delle borse: il valore del vostro portafoglio titoli è superiore ai 150 milioni. La verità, ha poi accertato la Sec a babbo morto, è che in cassa erano rimasti asset per la miseria di 146.814 dollari...e non sono certo gli unici!

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