Sigaretta elettronica: la tassa sfuma. Spuntano i tagli all’editoria

I fumatori 2.0 possono tirare un respiro (ma sarebbe meglio dire una boccata) di sollievo. La sigaretta elettronica non sarà tassata, ma per reperire le risorse che servono allo Stato per i pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione sono all’esame del Parlamento altre misure, a cominciare dai tagli all’editoria, che davvero è uno dei settori che ne avrebbe fatto volentieri a meno. Ma tant’è, e se i fumatori elettronici hanno scongiurato il pagamento della tassa, ormai sfumata, qualcun altro dovrà pur rimetterci.

In commissione bilancio della Camera con la riscrittura dell’emendamento dei relatori, per la copertura del cosiddetto Patto di stabilità verticale, tra i provvedimenti già approvati ci sono nuovi tagli all’8 per mille e appunto all'editoria, con decorrenza a partire dal 2015. La sforbiciata per gli editori ammonterà a 17,35 milioni (su 144 precedentemente stanziati).

Dovrebbe poi esserci, sempre a partire dal 2015, un taglio da 15 milioni al fondo pensato per far calare le tasse. Sono previste altresì riduzioni per i bilanci dei ministeri e per alcuni dicasteri (Economia, Lavoro, Esteri) e anche alla cooperazione internazionale, cioè alle destinazioni per i Paesi in via di sviluppo (un taglio da 20 milioni, su 111,8 inizialmente previsti). Di tagliare le spese militari ovviamente non se ne parla nemmeno.


Ma non finisce qui: sarà ridotto a quanto pare di 10 milioni nel 2014 e di 5 milioni nel 2015 il Fondo Ispe, per gli interventi strutturali di politica economici, il fondo che in base alla finanziaria dell'anno 2005, avrebbe dovuto essere la cassaforte per ridurre le tasse. L'emendamento ridisegna così le coperture per il complesso meccanismo del Patto verticale incentivato che dà più margine d’azione alle Regioni le quali potranno così sostenere Comuni e Province nel pagamento delle spese per gli investimenti.

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