Pirate Bay: condanna definitiva sul peer-to-peer

Pyrate bay Arriva implacabile dalla corte svedese il verdetto sugli ormai famosi "quattro di Pirate Bay". Riconosciuti colpevoli di aver infranto la legge nazionale sul copyright i creatori del sito di file sharing sono stati condannati in primo grado. Gottfrid Svartholm Warg, Peter Sunde (due dei fondatori, nella foto a sinistra), Fredrik Neij e Carl Lundstrom, i responsabili del sito di scambio di file - anche film, musica e videogiochi protetti da copyright - negli anni diventato il più famoso e cliccato, secondo la corte di Stoccolma dovranno passare un anno in carcere e pagare una cifra complessiva di 30 milioni di corone (2,7 milioni di euro) a diverse compagnie che producono contenuti di intrattenimento. Tra queste le cosiddette "quattro sorelle", le major musicali e non solo: Warner Bros, Sony Music Entertainment, Emi e Columbia Pictures.

Parola alla difesa
Il sito di peer to peer, tuttora online dopo il sequestro dei server (uno dei quali è finito ieri in mostra in un museo della capitale svedese, nella foto a destra) e un breve oscuramento, è arrivato a gestire secondo le ultime stime ben 22 milioni di utenti. La difesa dei quattro imputati aveva puntato la sua linea sul fatto che The Pirate Bay non ospitava fattivamente alcun materiale protetto da copyright, ma che era un forum sul quale gli utenti potevano trovare informazioni su come e dove scaricare questi contenuti (attraverso i cosiddetti file Torrent). La corte ha invece giudicato gli imputati colpevoli di aiutare gli utenti a violare la legge sul copyright fornendo un sito web con "sofisticate funzioni di ricerca" e di fatto un seplice aiuto per arrivare a scaricare il file protetti. Si attende ora l'appello, annunciato dai quattro qualora fossero stati riconosciuti colpevoli, così come è stato.

L'Italia sta a guardare
Immediata anche la reazione della Fimi, Federazione industria musicale italiana, che ricorda come il sito sia sotto inchiesta anche in Italia a seguito delle denunce dell'industria musicale italiana. "Il tribunale di Stoccolma sembra aver accolto in pieno le prove, tra le quali anche i dati sui danni provocati da Pirate Bay a produttori ed artisti italiani, dando un efficace segnale che l'illegalità non è tollerata", ha dichiarato Enzo Mazza, il presidente Fimi.

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