Eurodeputati: arriva lo stipendio unico

Stipendi eurodeputati Tagli in vista anche per i deputati italiani a Strasburgo. Le indennità infatti saranno decurtate secondo quanto stabilito dal Parlamento Europeo da 134mila a 81mila euro lordi all'anno, un bel 40% in meno insomma. Tra le altre misure restrittive anche il limite ai rimborsi forfettari, per i quali servirà un rendiconto dettagliato e l’esclusione dell'assunzione di parenti stretti del deputato.

Nuove regole
Le re gole appena varate dal Parlamento impongono uno stipendio base unico per tutti i deputati equivalente a 7mila 665 euro lordi al mese (5 mila al netto delle tasse). Effetto della crisi? Non proprio. Si tratta di un provvedimento principalmente finalizzato ad una maggiore trasparenza e efficienza nella gestione delle spese pubbliche, fanno sapere da Bruxelles.

Eurodeputati italiani
Il colpo di forbici sugli stipendi riguarda ha avuto un peso relativo diverso a seconda della localizzazione geografica dei deputati. Se i tagli si sono abbattuti pesantemente sui politici italiani (che fino ad ora potevano contare su un'indennità di circa 12mila euro mensili, pari a circa 134mila euro lordi l'anno), sembrano averne beneficiato invece i paesi dell’Est, per i quali lo stipendio unico europeo ha comportato un significativo innalzamento della soglia reddituale (basti pensare che i lettoni i 12mila euro li raggiungevano in un anno).

Chi entrerà a Strasburgo per la prima volta dovrà obbligatoriamente attenersi alle regole del nuovo statuto dei parlamentari europei; chi invece verrà rieletto potrà scegliere se continuare a percepire il 'vecchio' stipendio, pagato dallo Stato di appartenenza, oppure di accettare il nuovo trattamento economico, a carico del bilancio del Parlamento europeo. Ma per questioni di carattere pensionistico, a tutti (o quasi) converrà, sotto il profilo economico, accettare il nuovo meccanismo.

Pensione unica
I deputati del Parlamento europeo dovranno inoltre aderire ad un regime pensionistico comune: i contributi saranno versati dal Parlamento. Oltre all'indennità di base, gli europarlamentari possono contare anche su altri contributi, come i 4mila 202 euro mensili per le spese generali. Quelle, ad esempio, relative ai costi di gestione di segreterie e uffici nello Stato d'origine: bolletta della luce e del telefono, acquisto e manutenzione di computer e fax, tutte da giustificare con un dettagliato rendiconto.

Rimborsi col contagocce
Anche perché, da quest'anno, i rimborsi non saranno più forfettari ma a pie' di lista. L'indennità viene ridotta del 50% se il deputato è troppo assenteista, se cioè partecipa a meno della metà delle sedute plenarie di un anno parlamentare (da settembre ad agosto), senza giustificare le proprie assenze.

Un'altra voce relativa ai rimborsi è quella per i viaggi sostenuti nel territorio della Comunità europea per partecipare alle riunioni ufficiali del Parlamento Ue come le sedute plenarie o le riunioni delle commissioni e dei gruppi. Ma anche qui servono le 'pezze d'appoggio': la carta d'imbarco per il viaggio in aereo, il biglietto ferroviario se il deputato si sposta in treno, una 'dichiarazione di viaggio' con il numero di immatricolazione del veicolo e la lettura del contachilometri all'inizio ed alla fine del viaggio se il mezzo adoperato è l'auto.

Indennità extra UE
Un'indennità di 4mila euro l'anno è prevista per i viaggi anche fuori dall'Ue, se ad esempio il deputato è relatore in una conferenza o se è invitato a una riunione internazionale fuori dai confini Ue. Il Parlamento, poi, versa un'indennità forfettaria di 298 euro per ogni giornata di partecipazione alle riunioni ufficiali degli organi delle istituzioni Ue, un rimborso che copre le spese di vitto e che viene versata solo se il parlamentare firma un registro di presenza ufficiale.

Per le riunioni in Paesi non appartenenti all'Ue, il Parlamento versa un'indennita' giornaliera di 149 euro (sempre firmando il registro di presenza) che copre le spese di alloggio e prima colazione.Infine, il capitolo assistenti parlamentari. L'importo del rimborso è alto: 17mila 540 euro al mese, ma è giustificato dal fatto che ogni parlamentare europeo ha generalmente un numero di collaboratori che può variare da tre a sei.

A versare l'indennità agli assistenti è direttamente il Parlamento europeo e d'ora in poi è esclusa l'assunzione di parenti stretti del deputato, cosa che in passato non era scontata.

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