Pil in calo per il 7° trimestre consecutivo: è record

Peggio delle già fosche previsioni. Il Pil italiano nel 2013 è in discesa per il settimo trimestre consecutivo, non si era mai visto nulla del genere dall'inizio delle serie storiche sull’andamento del Prodotto interno lordo, iniziate nel primo trimestre del 1990. Il governo prevedeva un calo del Pil dell’1,3% annuo, ma le stime preliminari dell’Istat parlano di un calo dell'1,5%. Sull’anno il Pil è calato del 2,3% dal -2,8% del 4° trimestre del 2012 ed è l’unico dato in qualche modo "confortante" che viene dalle stime preliminari dell’Istituto nazionale di statistica.

Siamo in recessione dal terzo trimestre 2011, l’economia italiana ha conosciuto il picco della crisi tra ottobre e dicembre del 2012 con una flessione del Pil dello 0,9%. Nel primo trimestre del 2013 il calo si è sì ridotto allo 0,5% ma dal 2011 la nostra economia non conosce nessuna crescita. A pesare è la riduzione del valore aggiunto nei comparti dell'industria e dei servizi, solo in parte compensata dall'aumento del valore aggiunto nell'agricoltura.

Gli economisti avevano ipotizzato più ottimisticamente un calo del Pil italiano dello 0,4% rispetto alla fine dello scorso anno e del 2,2% sul 1° trimestre del 2012. Sempre nel primo trimestre del 2013, si consideri che il Pil degli Stati Uniti è cresciuto dello 0,6%, quello della Gran Bretagna dello 0,3%, mentre quello della Germania seppur in misura inferiore alle attese fa registrare un aumento dello 0,1%. La Francia è invece in recessione con un calo del Pil dello 0,2%.

E la recessione morde ancora forte tutta la zona Euro la cui economia sempre nel primo trimestre del 2013 si è contratta dello 0,2% su base trimestrale, dal -0,6% del 4° trimestre 2012. Sull’anno il Pil è sceso dell'1% dallo 0,9% del trimestre precedente secondo la stime flash diffuse oggi da Eurostat, l'Ufficio centrale di statistica europeo.

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