Auto: il mercato italiano arretra ancora. Bernstein taglia rating di Fiat

Il mercato europeo dell’auto torna crescere dopo più di un anno e mezzo. È questa è la buona notizia. Ma non in Italia, e questa è la cattiva. Le immatricolazioni nel Vecchio continente dopo 18 cali consecutivi sono tornate a vedere il segno più, non accadeva da settembre del 2011. Ad aprile secondo i dati diffusi dall’Acea (l’associazione dei costruttori europei di auto) le immatricolazioni sono cresciute dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso per 1.081.307 nuove auto vendute in Europa.
 
Non in Italia però dove le vendite restano al palo e anzi, sempre nel mese di aprile, fanno segnare un -10%, meno 116.209 unità rispetto all’anno passato. Il gruppo Fiat ha immatricolato il mese scorso nei 27 Paesi Ue più quelli dell'area Efta 68.181 nuove auto, con un calo del 9,8% rispetto al 2012. A marzo le vendite erano calate dell’1,2%. Nei primi 4 mesi del 2013 il Lingotto ha lasciato sul terreno in tutto il 9,3% a (meno) 266.121 unità.

Nei 27 Paesi dell’Unione Europea più quelli Efta, Fiat ad aprile ha comunque fatto registrare una quota di mercato del 6,3%, in calo di 0,7% sull’anno scorso ma in leggera crescita dal 6% di marzo. Il gruppo commenta i dati in un nota in cui tra l'altro si legge che Fiat:


continua ad essere pesantemente penalizzato dal risultato negativo del mercato italiano.

L’azienda fa notare che la quota del 6,3% di aprile è:

in crescita di 0,3 punti percentuali rispetto a marzo 2013.

E che:

ll marchio Fiat cresce in tutti i principali mercati e i suoi modelli di punta si confermano saldamente leader nei loro segmenti.

Intanto in queste ore per il Lingotto è arrivata un’altra doccia fredda, dopo che anche la redditività in Brasile sembra essersi deteriorata. La banca d'affari Bernstein ha abbassato la raccomandazione su Fiat da outperform a market perform, con conferma del target price a 5 euro. Bernstein resta convinta che la completa fusione con Chrysler "sia inevitabile" ma Fiat potrebbe dover pagare per questo un prezzo maggiore di quanto ci si aspettava.

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