Autostrade: di nuovo aumenti?

antonio di pietro

Lo sceriffo é tornato in città!

E dopo aver detto la sua sulla fusione italo-spagnola avanza la proposta di un aumento del pedaggio (un euro) per finanziare i cantieri dell'Anas.

Già a gennaio erano partiti i nuovi aumenti pari a 2,39% (medio, visto che ogni società applicava il proprio ritocco) ma nel 2002 erano stati pari al 14,9% con punte del 56,9% contro un inflazione galoppante ad una velocità pari a circa il 7%.

Forti perplessità dalle associazioni dei consumatori per cui i ritocchi paventati dallo "Sceriffo" sarebbero "assurdi ed incostituzionali" in quanto "caricano su chi utilizza una struttura viaria l'onere di costruzione di ponti e viadotti che potrebbe non utilizzare per tutta la vita, e perché mira ad introdurre una imposta indiretta con destinazione obbligata. Non solo. Chi non utilizza la rete autostradale a pagamento (pensiamo a chi non usa l'auto o chi circola sulla Salerno-Reggio Calabria o sulle strade statali senza pedaggio) fruirebbe del contributo di tutti gli altri utenti che pagano i pedaggi, i quali costruirebbero le grandi opere a loro spese.

Ma una domanda viene spontanea: i 4 miliardi di investimenti mancati previsti nella convenzione con l'Anas e pagati con aumenti di tariffe e pedaggi che fine hanno fatto? (leggi il post di finanza blog)

Non é che per caso sono stati spesi in fusioni o distribuiti agli azionisti?

Invece di mungere le vacche magre non sarebbe il caso di chiederli indietro a chi li ha avuti quei soldi?

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