Giovedì nero a Piazza Affari, borse europee in picchiata

Nel giovedì nero di Piazza Affari crollano tutte le altre principali borse europee. Non c’è ripresa dopo caduta del Nikkei cui si sommano i timori per un più o meno imminente taglio da parte della Fed del piano d'acquisto di bond, dopo che ieri i mercati erano come rimasti indifferenti al discorso di Ben Bernanke, presidente della banca centrale Usa.

A cambiare le carte in tavola è stata la diffusione delle minute dell'ultima riunione del Fomc della Federal Reserve, che ha fatto rileggere in chiave negativa l’audizione al Congresso di Bernanke sul programma quantitative easing. La contrazione dell'attività manifatturiera in Cina ha fatto il resto e dopo il terremoto sulle borse asiatiche è toccato a quelle del Vecchio continente soccombere, bruciando 163 miliardi di euro.

A Milano l'indice Ftse Mib arretra del 3,06%, pur sempre sopra i 17.000 punti, l'AllShare ha perso il 2,9%, il MidCap l'1,73%, per un controvalore di circa 2,6 miliardi di euro. Pesanti come macigni sia il comparto bancario, che cede il 3,83%, sia quello automotive, in linea con il paniere europeo, con Fiat che dopo la buona performance di ieri, sull’ipotesi di trasloco fiscale, lascia il 4,06% (Fiat Industrial -4,11%). In Europa la borsa di Parigi chiude in rosso del 2,07, Londra e Francoforte del 2,1% mentre Madrid contiene le perdite cedendo l'1,40%. Lo spread Btp/Bund termina la seduta a 259 punti base, più 11 dalla chiusura di ieri, con tasso del Btp che sale al 4,03%.

Il crollo della borsa di Tokyo

Tonfo della borsa di Tokyo (-7,32%) dopo le sedute record registrate negli ultimi mese in scia alla politica monetaria ultra espansiva della BoJ, la banca centrale giapponese. A far crollare il mercato azionario nipponico, con un autentico panic selling scatenatosi sulla piazza finanziaria asiatica, è stata la diffusione dell’indice Pmi in Cina da parte di banca Hsbc, sceso a maggio a 49,6, da 50,4 del mese scorso.

La flessione dell’attività manifatturiera del gigante cinese preoccupa gli investitori e l'indice azionario Nikkei perde così ben 1.143,28 punti scivolando a 14.483,98 in una sola seduta - il risultato peggiore da oltre due anni - mentre la BoJ inietta ancora liquidità per 2000 miliardi di yen.

Per ritrovare l’ultimo tracollo della borsa nipponica dobbiamo risalire al -10,55% del 15 marzo 2011, pochi giorni dopo il sisma e lo tsunami che colpì il Nord-Est del Paese provocando l'incidente nucleare di Fukushima. Chiudono in rosso tutte le borse asiatiche e stamattina in Europa i listini dei maggiori mercati, aprono in ribasso: Milano del 2,4%, Londra dell'1,8%, Francoforte e Parigi del 2,1%. Sul secondario italiano lo spread Btp/Bund apre in rialzo a 258 punti base, dai 248 di ieri, con rendimento del decennale del Tesoro al 3,97%.

(in aggiornamento)

© Foto Getty Images

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