Equitalia: ecco come deve cambiare


Equitalia deve cambiare strada, la riscossione coattiva dovrà avere modalità più soft, si dovrà porre un freno all’immediata esecutività degli accertamenti, all’espropriazione della casa. Ieri in Commissione finanze della Camera è stata approvata all’unanimità una risoluzione che impegna il governo Letta a ridisegnare regole più umane per la riscossione dei debiti con il fisco da parte di Equitalia, il concessionario pubblico, l'esattore delle tasse, che l’anno scorso ha incassato 13 miliardi di euro. La crisi morde ancora, e forte: i contribuenti morosi hanno bisogno quantomeno di tirare un po’ il fiato:

«per evitare che gli strumenti della riscossione possano pregiudicare la sopravvivenza economica del soggetto debitore, salvaguardando in tal modo gli stessi interessi erariali».

Si devono cercare si legge ancora nel documento votato all'unisono dai deputati:

«soluzioni che consentano un rientro più graduale del debito, prevedendo criteri obiettivi e non discrezionali nella valutazione della situazione economico-finanziaria del contribuente».

Tra le misure chieste dalla commissione presieduta dal deputato Pdl Daniele Capezzone c’è quella di modificare l’odiato solve et repete, introdotto due anni fa. In base a questo meccanismo il contribuente che presenta ricorso giurisdizionale contro l’accertamento tributario se non ottiene la sospensione dell’atto dal giudice è tenuto a versare un terzo della somma richiesta dagli ispettori del fisco. La regola attualmente in vigore, secondo la commissione finanze di Montecitorio, dovrà essere applicate solo a fronte di:

«comportamenti fraudolenti o omissivi di dichiarazione di componenti positivi di imposta o basi imponibili».

Anche il regime sanzionatorio in materia va rivisto secondo la VI commissione della Camera, così come, e radicalmente, l’intero sistema della riscossione, sul quale di recente Equitalia è intervenuta alzando la soglia massima per la rateizzazione del debito da 20 a 50mila euro. Non basta, di fronte alla perdurante crisi economica che taglia le gambe a famiglie, attività commerciali e imprese serve più tempo per pagare e altre agevolazioni. Da qui la proposta di estendere i tempi della rateazione con la possibilità, in caso di comprovata e grave difficoltà finanziaria, di sospendere i pagamenti per un periodo di sei mesi.

Sull'abitazione la risoluzione della Commissione finanze impegna il governo all’esclusione di ipoteche/espropriazioni sulla prima casa ma solo se rappresenta l’unico patrimonio di cui dispone il contribuente debitore. Altro fronte caldo è quello degli interessi. Dall’inizio dell’anno il cosiddetto aggio, il compenso che spetta al concessionario pubblico per l'attività di riscossione, è stato ridotto all’8%, ma non sugli accertamenti esecutivi per i quali è rimasto al 9%. La Commissione finanze chiede un’ulteriore riduzione. Questo mentre la Corte costituzionale deciderà a breve sulla presunta sproporzione dell'attuale aggio dopo che le Commissioni tributarie di Roma e Torino hanno sollevato un problema di costituzionalità.

Inoltre viene richiesto un intervento sugli interessi di mora sui pagamenti in ritardo, che Equitalia ha aumentato dall’uno maggio al 5,2% - per un rincaro del 15% - per disinnescare ogni forma di anatocismo, ovvero gli interessi sulle sanzioni e sugli interessi di mora.

© Foto Getty Images

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