Mutui: fisso in crisi e variabile alla riscossa

Fisso o variabileSebbene sia sceso vertiginosamente il giro d'affari dei mutui in periodo di crisi il dato che più sorprende riguarda la richiesta del tasso variabile.

Chi decide di indebitarsi per investire nel mattone sceglie infatti un prestito a tasso variabile piuttosto che uno a tasso fisso.

A riportare la preferenza per il tasso variabile sono i dati Assofin, che sottolineano come nel primo trimestre di quest'anno le erogazioni di nuovi mutui abbiano registrato una flessione del 32,5 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. "La fine del ciclo espansivo del mercato immobiliare e la crisi finanziaria - spiega Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin - ha fatto emergere una maggiore prudenza sia nella domanda di mutui, sia nella disponibilità delle banche a concederli. Si sono ridotti gli importi e le durate medie dei finanziamenti, ma anche le operazioni che coprono oltre l'80 per cento del valore dell'immobile".

Si torna a "rischiare"
Sarà che le condizioni ottenibili con un variabile ultimamente sono decisamente migliori, sarà che i pochi rimasti a fare investimenti immobiliari sono i più propensi al rischio, rimane il fatto che chi accende un mutuo opta per il tasso variabile. Stando ai dati rilevati dall'Osservatorio di MutuiOnline la richiesta di mutui a tasso "ondeggiante" è più che raddoppiata, passando dal 18,2 per cento del primo semestre 2008 al 47,4 dei primi cinque mesi di quest'anno. In verità gli esperti consigliano di andarci piano, perché il variabile è, per definizione, molto sensibile all'andamento dall'economia: ai primi segnali di ripresa i tassi ricominceranno a correre e le rate lieviteranno.

L'esperienza vissuta dai molti mutuatari che negli anni scorsi avevano optato per il mutuo a tasso variabile dovrebbe indurre alla massima cautela. Un solo esempio è sufficiente per dimostrare il vero e proprio dramma vissuto da chi, da un mese all'altro, si è visto non in grado di far fronte al debito: nel maggio 2005 l'Euribor a 1 mese/365 quotava 2,13 per cento, a fine settembre raggiunse il suo picco con il 5,12 (più che raddoppiando in pochi mesi).

Il vantaggio della crisi
Il variabile piace in tempo di crisi e il motivo risiede nelle ottime condizioni applicate all'Euribor (a un mese/365 è addirittura sotto la soglia dell'1 per cento fissato dalla Bce) e conseguentemente ai tassi di interesse: per mutui ventennali di 100 mila euro la differenza con il tasso fisso può raggiungere i 150 euro al mese.

"Chi vuole approfittare del momento - spiega Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline - dovrà pianificare le possibili impennate dei tassi e ragionare sulle sue possibilità di reddito nel medio e nel lungo periodo". La carta da giocare per una maggiore tutela è quella di scegliere un finanziamento a tasso "ondeggiante" che preveda, però, l'intervento di un ombrello protettivo, cioè un tetto oltre il quale il tasso non potrà comunque andare.

Fonte: La Repubblica

  • shares
  • Mail