Risparmio: scende in campo l’arbitro bancario

Arbitro bancario I contenziosi in banca avranno un arbitro! Si tratta di una nuova procedura di risoluzione dei contenziosi in via stragiudiziale.

La nuova figura dell’arbitro bancario sostiuirà, a partire da ottobre, l'Ombusdman dell'Abi in merito alle controversie presentate dai clienti, sull'operato degli intermediari finanziari. Inadempienze o comportamenti contro le norme, saranno quindi valutati dall'ABF, ma solo dopo un primo reclamo presentato dal cliente direttamente all'intermediario.

Gli intermediari (banche, intermediari finanziari, istituti di moneta elettronica, Poste italiane per l'attivita' di bancoposta) ''sono tenuti ad aderire all'Abf''', si legge nel documento che regolamenta il nuovo organismo pubblicato il 24 giugno sulla Gazzetta ufficiale. Il nuovo organo dovrebbe garantire, più di quanto faccia l’Abi, la neutralità tra le parti. La regolamentazione stabilisce inoltre che ''il diritto di ricorrere all'Abf non puo' formare oggetto di rinuncia da parte del cliente''.

Come funzionerà?
L'Arbitro bancario finanziario, operativo da ottobre, si articolera' in tre collegi con sede a Milano, Roma e Napoli. Ciascuno dei collegi sara' composto da cinque membri: due espressione delle parti (intermediari e clienti) e tre, compreso il presidente, scelti dalla Banca d'Italia. ''All'Abf - si legge nel documento della Banca d'Italia - possono essere sottoposte tutte le controversie aventi ad oggetto l'accertamento di diritti, obblighi e facolta', indipendentemente dal valore del rapporto al quale si riferiscono. Se la richiesta del ricorrente ha ad oggetto la corresponsione di una somma di denaro a qualunque titolo, la controversia rientra nella cognizione dell'Abf a condizione che l'importo richiesto non sia superiore a 100.000 euro''.

Quali casi?
Le controversie che potranno essere trattate dalla nuova figura potranno raggiungere l’ammontare massimo di 100.000 euro e riguarderanno non solo banche e Bancoposta, ma anche carte di pagamento, credito al conumo ed altri investimenti. Privati e imprese potranno rivolgere, quindi, all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) “tutte le controversie aventi ad oggetto l’accertamento di diritti, obblighi e facoltà, indipendentemente dal valore del rapporto al quale si riferiscono. Se la richiesta del ricorrente ha ad oggetto la corresponsione di una somma di denaro a qualunque titolo”.

“Sono escluse dalla cognizione dell’organo decidente le richieste di risarcimento dei danni che non siano conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento o della violazione dell’intermediario; sono parimenti escluse le questioni relative a beni materiali o a servizi diversi da quelli bancari e finanziari oggetto del contratto tra il cliente e l’intermediario ovvero di contratti ad esso collegati. Non possono essere sottoposte all’ABF controversie relative a operazioni o comportamenti anteriori al 1° gennaio 2007”.

Iter
Il ricorso all’ABF deve essere preceduto da un reclamo presentato direttamente all’intermediario e i tempi di risarcimento dovrebbero essere relativamente brevi, intorno ai 3-4 mesi. “Il cliente rimasto insoddisfatto o il cui reclamo non abbia avuto esito nel termine di 30 giorni dalla sua ricezione da parte dell’intermediario può presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Il ricorso ha ad oggetto la stessa contestazione del reclamo ed è sottoscritto dal cliente”. Entro dodici mesi dal reclamo, si può dunque far ricorso al nuovo organismo. Il collegio deciderà in merito alla questione entro 60 giorni ed il costo per il cliente del ricorso è pari a 20 euro (diritti di segreteria), costo che viene rimborsato dall'intermediario qualora il ricorso sia accolto in tutto o in parte.

Consulta le disposizioni della Banca d'Italia

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