Ticket sanitari: verso lo stop agli aumenti?

Stop all'entrata in vigore dei 2 miliardi di nuovi ticket sanitari per il 2014? Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il titolare dell'Economia Fabrizio Saccomanni sono al lavoro per scongiurare la misura che peserebbe sulla tasche dei cittadini per 350 euro a testa all’anno rispetto alle 150 euro che si spendono oggi (per un nucleo familiare di due-tre persone 500/600 euro in più).

Il ministro Lorenzin considera il provvedimento insostenibile per i cittadini. Come evitare che i nuovi ticket sanitari per due miliardi, previsti dalla manovra finanziaria dell’estate 2011, entrino in vigore dall'uno gennaio 2014? Secondo il ministro i due miliardi potrebbero essere recuperati diversamente, grazie ai risparmi di spesa già realizzati nel 2012, così come indicato del resto nel Documento di programmazione economica.

Lorenzin punta quindi i piedi sulla ulteriore “compartecipazione” alla spesa sanitaria da parte dei contribuenti. Ieri contro il provvedimento si era scagliato il presidente della regione Toscana Enrico Rossi. Dopo l’incontro del governo con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, su patto di stabilità interno e sulla prossima politica economica, Rossi, via Facebook, ha chiarito:

Abbiamo aperture importanti. Sulla sanità il capo del governo ha detto che è impegnato a eliminare lo scatto dei ticket per due miliardi dal 2014.

L'esecutivo Letta dopo la riunione ha diffuso una nota in cui si parla della costituzione della Commissione governo-Regioni sui ticket sanitari senza aggiungere altri dettagli. Allo studio ci sarebbe una rivisitazione complessiva della materia. In proposito l'ex ministro della Salute Renato Balduzzi aveva avanzato una proposta di completa riforma del sistema della compartecipazione da parte dei cittadini alla spesa sanitaria rimodulando i ticket con l’introduzione di una franchigia (basata sul reddito o sull'Isee) superata la quale le prestazioni del Servizio sanitario nazionale diverrebbero gratuite.

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