Social lending, Zopa va in pensione!

Social lending Semaforo rosso per Zopa. L’altolà arriva da Bankitalia che ha deciso nella seduta di venerdì scorso di congelare la pratica del social lending. Sarebbero attualmente 40 mila i soggetti coinvolti nello scambio di denaro online sottoforma di piccoli prestiti.

L’operatore sarebbe stato depennato dall'elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 del Testo unico bancario a causa della giacenza sul Conto Prestatori del denaro in attesa di uscire in prestito. Questo avrebbe cambiato le funzioni dell’intermediario che da semplice intermediario di pagamenti diventa un vero e proprio operatore di raccolta del risparmio.

Che ne sarà degli iscritti e dei risparmi?
La sospensione riguarda attualmente solo la trattazione di nuovi prestiti e dell'ingresso di nuovi prestatori. A tutti gli iscritti è invece arrivata una mail dall'amministratore delegato di Zopa Italia Spa, Maurizio Sella, in cui si spiega tutto l'accaduto, e che «la società sta valutando tutte le iniziative, anche di natura giurisdizionale, per tutelare la propria posizione e la community». «A tutela tua e di tutti i Prestatori - garantisce Sella - rimane pienamente attiva la gestione dei prestiti in essere, sia per l'incasso delle rate sia per il recupero credito. Il denaro in prestito diventerà gradualmente disponibile al rientro delle rate mensili».

Inevitabile la reazione a catena dei sottoscrittori che nel Blog di Zopa ha scatenato una pioggia di messaggi in poche ore: «Senza entrare in questioni politiche - si legge in uno dei tanti post inviati - spero che quanto avvenuto sia frutto di un "malinteso", e non l'ennesima conferma dell'assoluta incapacità della classe dirigente del nostro paese di accettare le novità provenienti "dal basso", e di comprendere ciò che può essere buono per la collettività, e non solo per i soliti "amici"».

I “warning”
Il social lending, bersaglio negli ultimi mesi delle critiche di diversi economisti, che hanno messo in evidenza i rischi corsi dai prestatori così come l'esiguità del guadagno rispetto ai canali tradizionali, finora in Italia ha visto l'adesione di oltre 40mila persone. In una recente intervista, Maurizio Sella aveva spiegato che «per chi ha prestato del denaro i tassi sono stati intorno al 7%, mentre per chi lo ha hanno oscillato intorno al 9,7%. Tutto questo mentre i tassi medi delle finanziarie per i richiedenti sono stati intorno al 14,5 per cento».

Fonte: Il Sole 24ORE

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