Medici sotto osservazione sul Web

Pagelle dottori Debuttano le pagelle online per i dottori a stelle e strisce. SArebbero ormai una quarantina i siti Web su cui pazienti possono pubblicare tutti loro appunti e critiche a dottori poco puntuali, poco gentili e accorti nel comunicare, o effettivamente poco capaci. Negli ultimi cinque anni sono nati così Rate.Mds.com (dai il voto al tuo medico), Angiès List, Yelp, DrScore (il punteggio del dottore) e Vitals.com che ha come motto «noi esaminiamo i dottori».

Preoccupati dal fenomeno dilagante i medici, per tutelare la propria fama sepre più spesso messa in discussione, avarebbero imposto ai prorpi pazienti di sottoscrivere contratti che li impegnano a non rivelare nulla del rapporto con il medico curante e soprattutto a non pubblicare su Internet eventuali lamentele. Contratti vessatori e per altro contrari all’etica professionale e legalmente indifendibili, affermano dai siti. Lo rivela il Washington Post in un dettagliato articolo sul fenomeno.

I siti nel frattemppo sono diventati un’utile guida per i pazienti che devono consultare uno specialista ma anche una spada di Damocle per i medici: per esempio un noto internista di Washington ha ricevuto ben 40 commenti su un sito, in maggioranza negativi. «È il peggior dottore che abbia mai incontrato», si legge in uno dei messaggi. «Ore in sala d’attesa, infermiere maleducate, non mi ha mai mandato i risultati dei test», gli fa eco un altro.

Ma i medici, che accusano questi siti di pubblicare anche giudizi falsi ed infondati, preparano una difesa ancora più aggressiva: il neurochirurgo in pensione Jeffret Segal ha fondato Medical Justice, una compagnia che per 495 dollari offre a ciascuno dei 2mila colleghi diventati clienti assistenza legale per i contratti salva privacy.

Ed inoltre controlla i siti delle pagelle per verificare eventuali violazioni: i contratti - afferma Segal - ci danno il diritto di chiedere ai siti di rimuovere immediatamente i commenti ed avviare un’azione legale contro i pazienti che ne avrebbero violato i termini. «Abbiamo capito quanto è difficile proteggere e preservare le reputazioni dei dottori» conclude Segal.

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