Affitti a peso d'oro

Canone affitti Il mattone scotta nel nostro paese, soprattutto sul fronte delle locazioni. Certo l'offerta di abitazioni in affitto è sempre più ampia, ma il livello dei canoni rimane ancora troppo alto per la capacità di reddito di molte famiglie.
Stando alle rilevazioni del Sunia (il sindacato degli inquilini) nei grandi centri urbani il canone medio arriverebbe persino a superare i 1.000 euro, con punte di 2.000 euro a Venezia e Milano.

L'offerta di affitto è aumentata a seguito degli investimenti sul mattone degli ultimi anni, evidenzia il Sunia, precisando che, in particolare, crescono le offerte per alloggi di taglio minore (monolocali e bilocali rappresentano il 60% delle offerte contro il 56% della precedente rilevazione, i trilocali il 35% contro il 32%) situati in zone periferiche (il 54% contro il precedente 47%).

Canoni" bollenti"
Non accenna a ridursi il livello dei canoni, che per una casa di circa 80 mq. nei grandi centri urbani si aggirava nel primo semestre 2009 intorno ai 1.030 euro mensili.

Nel 2008 il canone medio per lo stesso tipo di abitazione nei centri urbani è stato pari a 740 euro al mese in base ai contratti registrati, ma di 1.100 euro secondo le offerte di mercato. Tra il 1999 e il 2008 i canoni rilevati sono aumentati in media del 150% con punte più alte nei grandi centri urbani.

Geografia del caro affitti
Roma, Milano e Venezia figurano tra le città dove gli affitti sono più cari, mentre Bari, Palermo e Catania registrano i canoni più bassi: se per un monolocale il canone oscilla da un minimo di 360 euro al mese a Bari ad un massimo di 1.100 euro a Roma, per un trilocale si va dai 750 euro di Catania e Palermo ai 2.000 euro di Milano. Il livello medio dei canoni dei contratti sottoscritti negli ultimi anni, tuttavia, secondo il Sunia, è incompatibile per famiglie con redditi annui netti inferiori a 20.000 euro (il 77,1% delle famiglie in affitto), mentre le attuali offerte del mercato privato incontrano la domanda solo nel caso di redditi superiori a 35.000 euro annui (solo il 3,3% delle famiglie in affitto ha un reddito di oltre 30 mila euro).

L’impennata del fisco
Dal canto suo la Confedilizia osserva che "proprietari e inquilini hanno oggi un avversario unico, che è il famelico fisco, soprattutto locale": se in dieci anni i tributi locali sono aumentati di quasi il 120% e i proprietari si sono limitati a richiedere aumenti del 150% circa - osserva - "i canoni reali si saranno attestati su una misura tale da coprire sì e no l'aumento delle tasse".

Leggi l'indagine del Sunia

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