Mutui e finanziamenti: per qualcuno la rata va in vacanza!

Moratoria imprese Siglato a Milano l'accordo tra Abi e organizzazioni imprenditoriali per la moratoria per la restituzione dei crediti alle aziende.

Cosa prevede l’accordo?
''L'avviso comune'', oggetto dell'accordo, prevede la ''sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio - si legge in una nota -, con la sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo, del pagamento della quota capitale implicita nei cambi di leasing immobiliare e mobiliare e l'allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine per sostenere le esigenze di cassa con riferimento alle operazioni di anticipazione su crediti certi ed esigibili''.

Dodici mesi di sospensione del pagamento della quota capitale delle rate di mutui e leasing, ma anche un prolungamento a 270 giorni delle scadenze riguardanti i crediti a breve. Questi i cardini principali del testo della moratoria dei crediti che le banche vantano nei confronti delle aziende.

Il calendario dell’accordo
L’accordo stipulato tra Abi, Confindustria e ministero dell’Economia entrerà in vigore da subito mentre gli istituti di credito avranno 45 giorni di tempo per aderire e ci sarà la possibilità di presentare domanda di moratoria fino al 30 giugno 2010. Il provvedimento - che si articola in 10 punti principali - é da intendersi "di natura straordinaria" e "limitato nel tempo" e prevede meccanismi di selettività. Sarà quindi applicato a imprese sane e con "un'adeguata prospettiva economica".

Requisiti
Per poter beneficiare della sospensione delle rate le imprese dovranno rispondere ai seguenti requisiti:

1. Rispettare i requisiti dimensionali: avere meno di 250 dipendenti e un fatturato minore di 50 mln di euro (oppure con totale attivo di bilancio fino a 43 mln di euro)
2. avere adeguate prospettive economiche e provare la continuità aziendale
3. essere "in bonis" con la banca alla data del 30 settembre 2008, cioè non avere esposizioni classificate come sofferenze, partite incagliate, ristrutturate, scadute e/o sconfinanti deteriorate, scadute e/o sconfinanti non deteriorate
4. avere le rate in scadenza o già scadute (non pagate o pagate solo parzialmente) da non più di 180 giorni alla data di presentazione della domanda.

Iter di valutazione
Dalla presentazione della domanda la banca è tenuta a fornire una risposta di norma entro 30 giorni lavorativi, completa delle informazioni eventualmente richieste.
E quindi, ci sono diverse possibilità:
a) se l'impresa alla data della presentazione della domanda è ancora classificata "in bonis" e non ha ritardati pagamenti, la richiesta si intende ammessa dalla banca che ha aderito all'Avviso, salvo esplicito e motivato rifiuto;
oppure
b) se nel caso in cui alla data di presentazione della domanda l'impresa non ha posizioni classificate come "ristrutturate" o "in sofferenza" ma ha un ritardo di pagamento inferiore a 180 giorni, la domanda sarà valutata attentamente dalla banca per capire se esistano le condizioni della continuità aziendale.
Ovviamente l'ammissione alla sospensione diviene particolarmente complessa nel caso in cui la posizione è "in incaglio", dato che questa condizione dell'affidamento non è ricomprendibile tra le posizioni "in bonis".

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