Staffetta generazionale bocciata dall’Ilo

All’International Labour Organization non piace la staffetta generazionale fra i giovani e chi è prossimo alla pensione

In Italia ci si lamenta spesso della gerontocrazia dominante, specialmente nella classe politica, ma per una volta che, proprio la politica italiana, si era impegnata per promuovere una staffetta generazionale in grado di decrescere le ore lavoro delle persone vicine alle pensione aumentando quelle dei lavoratori più giovani, la bocciatura arriva dall’estero, più precisamente dall’ILO, l'International Labour Organization che nel suo Rapporto sul lavoro nel mondo 2013 ha spiegato come i lavoratori giovani non debbano prendere il posto di quelli anziani, ma si debbano individuare altrove i mezzi a sostegno dell’occupazione giovanile.

Secondo l’ILO, l’Italia deve monitorare le forme atipiche di occupazione e lavorare affinché i contratti a tempo determinato vengano trasformati in posti di lavoro fisso. La percentuale dei contratti a tempo determinato è ulteriormente aumentata in seguito alla Riforma Fornero. Dal 2007 al 2012 il numero dei lavoratori precari è cresciuto del 5,7% raggiungendo il 32% degli occupati nel 2012.

Le stesse perplessità che stanno spingendo il ministro Enrico Giovannini a modificare la Riforma Fornero, trovano conferma nei dati di un autorevole organismo terzo. Secondo l’Ilo nel nostro Paese servono 1,7 milioni di posti di lavoro: attualmente sono 600mila in meno rispetto al 2007, ma visto che la popolazione in età lavorativa è aumentata nel frattempo di 1,1 milioni, 1,7 milioni è la cifra che potrebbe riportarci il tasso di occupazione al periodo antecedente la crisi.

Via | ILO

Foto © Getty Images

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