Pensioni, Inps: risparmi dalla riforma Fornero

Grazie alla riforma Fornero la spesa a breve termine: "subisce una notevole contrazione che nel 2019 è di oltre un punto di Pil”.

Dopo la Ragioneria generale dello Stato arriva la "promozione" della riforma pensionistica dell’ex ministro Elsa Fornero anche da parte dell’Inps. Con il nuovo sistema, secondo l’Istituto nazionale di previdenza, si risparmieranno da qui al 2021, 80 miliardi di euro tenendo conto dei costi per le salvaguardie. A far data da quell’anno i risparmi si azzerano. Grazie alla riforma:

la spesa subisce una notevole contrazione che nel 2019 è di oltre un punto di Pil.

Nel rapporto, con proiezioni sulla spesa pensionistica fino al 2050, l’Inps sottolinea che la riforma Fornero, che ha creato il pasticcio esodati, è quella che realizza i maggiori risparmi a breve termine, con il picco negativo per la spesa fissato nel 2019, poco al di sopra dell’8,6% del prodotto interno lordo.

Poi la spesa risalirà pur restando al di sotto di quella stimata con le riforme precedenti, con ulteriori risparmi oltre a quelli previsti nel decennio 2012-2021. Fino al 2045 quando la spesa incrocerà, superandole, le curve delle altre riforme per spesa in termini di percentuale sul pil (intorno al 10,5%). E sempre oggi un Rapporto dell’Area attuariale dell’Inps, sottolinea, per la serie tagli e risparmi, che:

le pensioni fino a tre volte il trattamento minimo non hanno subito penalizzazioni apprezzabili dal meccanismo variabile di rivalutazione delle pensioni.

Si parla delle pensioni (sia di anzianità che di vecchiaia) 8 volte superiori al trattamento minimo, cioè di almeno 3.963 euro al mese: la rivalutazione di questi assegni è stata bloccata e l’Inps calcola che dal 1995 a oggi, in 18 anni, si siano ridotti del 15%.

Foto © Getty Images

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