Capitali all’estero? Il condono è servito!

Condono fiscale Terzo scudo fiscale per le Entrate italiane dal 2001 ad oggi. Da martedì 15 settembre al 15 aprile 2010 sarà infatti possibile rimpatriare o regolarizzare le attività finanziarie e patrimoniali detenute illegalmente fuori dallo Stato italiano, sotto garanzia di totale anonimato.

Misura attuata per incrementare il gettito fiscale (ottimisticamente di 3 o 4 miliardi di euro), la sanatoria intende far rientrare nel flusso economico una somma più alta possibile di denaro «fresco». C’è chi parla addirittura di 100 miliardi di euro. Anche se nella relazione tecnica Tremonti ha indicato simbolicamente come gettito atteso un solo euro.

Come funziona?
L’aliquota applicata all’operazione di rimpatrio dovrebbe aggirarsi intorno al 5%. Sulle attività finanziarie regolarizzate o rimpatriate si calcola un reddito forfettario del 2% annuo per i cinque anni precedenti mentre il rendimento presunto viene poi tassato al 50%. Quindi il costo finale dell’operazione corrisponde al 5% delle attività protette dallo scudo.

Beneficiari
Potranno aderire all’iniziativa i contribuenti, persone fisiche ed enti commerciali compresi, escluse le società di capitali fiscalmente residenti in Italia al momento della presentazione della domanda. La procedura consisterà nel rivolgersi a intermediari finanziari, presso cui si apriranno conti riservati: banche, società di intermediazione mobiliare, società di gestione del risparmio, fiduciarie, agenti di cambio, Poste e filiali italiane di banche e di imprese di investimento estere, dove si presenterà la speciale «dichiarazione riservata», pagando l’imposta.

Capitali nel mirino
Le ricchezze che potranno essere messe al riparo dalla scure fiscale sono tutte le attività finanziarie e patrimoniali non dichiarate portate o rilevate all'estero entro il 31 dicembre 2008: denaro contante, immobili, azioni, beni di lusso come yacht ed aerei. Tecnicamente, per attività situate in Unione Europea o in Norvegia è possibile sia la cosiddetta «regolarizzazione» (in questo caso fisicamente le attività non tornano in Italia) sia il «rimpatrio» vero e proprio. Se invece si tratta di beni situati in Paesi extracomunitari (come la Svizzera) la via obbligata è quella del rimpatrio.

Anonimato e assoluzione
Il condono permette ai contribuenti un sicuro riparo da alcune tipologie di reato quali la «dichiarazione infedele», l’«omessa dichiarazione», e le sanzioni amministrative, tributarie e previdenziali. Se si «regolarizzano» attività, gli intermediari devono comunicare al Fisco le attività scudate e il loro proprietario. In caso di rimpatrio, invece, il Fisco riceverà solo informazioni complessive sui patrimoni segnalati, e non sui singoli soggetti a cui fanno riferimento.

Scudi internazionali
Guardando oltre Confine si comprende, fa sapere il ministro dell’Economia, come la sanatoria sia molto vantaggiosa nel nostro Paese. Basti pensare che negli Stati Uniti il costo complessivo sulle ricchezze che si fanno «rientrare» è pari al 49%, mentre in Gran Bretagna è del 44%. Senza contare che negli Usa l’immunità non è garantita se il reddito ha origine non lecita, mentre in Gran Bretagna l’anonimato non è previsto.

Modello di dichiarazione riservata delle attività emerse

Istruzioni per la compilazione

Tasso di cambio per la determinazione del controvalore in euro delle attività emerse

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