Farmaci: liberalizzazione “salutare”

Liberalizzazione farmaci Non sono tutti pessimisti sulle aperture al mercato dei farmaci da banco. Stando infatti ad una recente indagine di Federconsumatori a beneficiare degli sconti “in pillole” in parafarmacie e corner dei supermercati sarebbero soprattutto le classi più deboli come i pensionati, con un risparmio medio di 20 euro.

Anche sul singolo prodotto, la spesa è più conveniente di circa 70 centesimi, rispetto ai prezzi praticati nelle tradizionali farmacie. Un circolo "virtuoso" che, in 3 anni, ha fatto salire i risparmi che si possono ottenere acquistando farmaci fuori dai classici canali di distribuzione di più di un punto percentuale, passati dal 7,2%, registrato all'entrata in vigore della legge Bersani, all'attuale 8,3 per cento.

L’indagine condotta a livello nazionale sui farmaci da banco è stata svolta su un paniere di 24 prodotti di largo consumo, in 130 punti vendita, dalle farmacie comunali, a quelle private, alle parafarmacie, ai corner di iper e supermercati, sparsi qua e là in 11 Regioni italiane.

Equivalenti in crescita
Buone le performance, anche, i farmaci "equivalenti", il cui uso, secondo recenti dati forniti dall'Istituto superiore di sanità, è passato, dal 12%-13%, del 2002, al 43% del 2008.

Lavoro in pillole
Fanno bene e non solo al portafogli le liberalizzazioni dei farmaci da banco che stanno dando lavoro a oltre 6.500 giovani farmacisti e, nel 2008/2009, hanno registrato una quota di mercato a "valore" del 7,6%, pari a 140 milioni di euro, contro i 1.872 milioni incassati dalle tradizionali farmacie con i prodotti da banco.

Risparmio

Intanto, i dati forniti dall'indagine di Federconsumatori evidenziano la convenienza di comprare farmaci al di fuori delle tradizionali farmacie. Che fanno registrare una spesa media più elevata: 164,8 euro, a fronte dei 152,06 euro, nelle "parafarmacie", con un risparmio medio di 12 euro (-8,3 per cento). Più care di tutte, le farmacie comunali (166,96 euro), seguite da quelle private (162,65). Per le parafarmacie, l'esborso è stato di 157,95 euro. Più conveniente, invece, la spesa nei corner della salute presenti nella grande distribuzione organizzata: 146,18 euro, con un risparmio di circa 20 euro (-14,2%) rispetto alla spesa più elevata. Risultati simili, anche, a livello di singolo farmaco. Il costo medio nazionale per farmaco è stato individuato in 6,71 euro. Più care, le farmacie comunali, con 6,95 euro, e le farmacie private, con 6,77 euro. Più convenienti, invece, le parafarmacie, 6,58 euro, e la grande distribuzione organizzata, dove lo stesso prodotto si ferma quota 6,09 euro.

Intanto si ipotizza la liberalizzazione anche dei farmaci di fascia C con obbligo di prescrizione, ma non rimborsati dal Ssn. Una manovra che, stima, porterebbe un risparmio nelle tasche degli italiani di circa 1,2 miliardi di euro.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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