Incentivi fotovoltaico in via d'esaurimento

Incentivi fotovoltaico Converrà ancora per poco l'installazione di impianti fotovoltaici, questa la preoccupazione degli addetti ai lavori che prospettano l'esaurimento degli incentivi entro il 2010.

La denuncia riguarda il Conto energia, destinato ad esaurirsi una volta raggiunta la soglia dei 1.200 Mw. Visto il successo e le adesioni che questa fonte di energia ha riscosso tra imprese e privati infatti, stando alle previsioni, gli incentivi potrebbero esaurirsi con l'anno prossimo.

Una bolla pericolosa
Oltre all’evidente rischio di rimanere a “secco” di incentivi si stende lunga l’ombra della vicina Spagna, che nel 2008 ha incentivato il 42% del fotovoltaico mondiale grazie a una tariffa generosissima diventando in breve il secondo Paese al mondo come potenza installata, dopo la Germania e prima di Giappone, Stati Uniti e Italia.

Causa la profonda crisi economica il governo Zapatero ha dovuto dato un taglio drastico facendo scoppiare la bolla e lasciando a casa migliaia di impiegati nel settore.

Un taglio necessario
Si prospetta dunque necessario per gli addetti ai lavori una rimodulazione delle tariffe. Per evitare drastici tagli al settore Confindustria Anie-Gifi (Gruppo imprese fotovoltaiche italiane) ha infatti fatto una proposta per il Conto energia dopo il 2010 nel giorno conclusivo dell'Energy summit: un nuovo regime tariffario con una validità di cinque anni (2011-2015). Oltre a innalzare il limite di potenza incentivabile ad almeno 7.000 MW (dagli attuali 1.200 MW), prevede la possibilità di riformulare la suddivisione per 5 classi di potenza (oggi sono 3) e di adottare due tipologie di impianti: a terra e su edifici.

Il taglio dell'incentivo, a seconda delle classi di potenza, sarebbe compreso tra il 5 e il 20%. Dal 2012 fino al 2015 le tariffe potrebbero poi subire una ulteriore riduzione annua pari al 5%.

Sul sito di Gifi si trovano ulteriori dettagli. Secondo uno studio realizzato dall'associazione con l'università di Padova il regime tariffario proposto garantirebbe l'installazione di 15mila MW di impianti fotovoltaici al 2020 e la creazione, lungo tutta la filiera, di almeno 90mila posti di lavoro. L'incentivazione, inoltre, assicurerebbe entrate nelle casse dello Stato per 521 milioni di euro come Iva sugli investimenti dell'industria da sommare ai 156 milioni di euro risparmiati per le emissioni nocive di CO2 evitate.

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