Bilanci TV: conti in tasca alla RAI

Bilancio RAI Il vecchio carrozzone della Tv pubblica sembra aver fatto il suo tempo. Polverosi programmi e sprechi amministrativi starebbero letteralmente affossando il servizio RAI, che arranca trascinandosi il fardello di un debito da 956 milioni di euro. A pagare per il momento sono solo i programmi di inchiesta, a cui sarebbe stata revocata la tutela legale. E mentre la RAI cerca di tappare i buchi il Biscione tocca ricavi record da 4.251,8 milio¬ni, con un aumento del 4,2% grazie soprattutto a Telecinco. Ma anche limitandosi al perimetro italiano Mediaset ha sorpassato la Rai: 3.271 milioni contro 3.210.

Ma quali sono le principali fonti di spreco?

Organico disorganico
La RAI conta 8 mila dipendenti in più rispetto al Biscione, che aggrava il bilancio di 580 milioni di euro solo in buste paga. Gli onerosi eventi sportivi contribuiscono non poco ad ingrossare i costi operativi delle emittenti che solo nel 2008 hanno sborsato la bellezza di 145,6 milioni per Europei e Olimpiadi.

La differenza tra le due aziende starebbe tutta qui a parità di fatturati e audience. Compresi i lavoratori a tempo determinato, infatti, la Rai paga 13.236 dipendenti, spendendo un miliardo e 9 milioni di euro. Mediaset «Italia», invece, nel 2008 ne ha retribuiti mediamente 5.122. Ossia 8.114 in meno.

Un totale di 2.006 giornalisti tra sedi centrali e regionali non sono certo pochi da mantenere. E’ pur vero d'altronde che se il numero dei dipendenti RAI è spropositamente più alto rispetto a Mediaset le due società presentano lo stesso numero di dirigenti: 347. Ecco spiegato il motivo dal costo pro capite del lavoro più alto a Mediaset: 83.795 euro contro 76.276 euro.

Fattore pubblicità
Elemento non secondario nel “rosso” del servizio pubblico il calo della pubblicità. Quest’anno la flessione netta degli introiti dovrebbe aggirarsi intorno ai 140 milioni, dopo i 40 già perduti nel 2008. Cosa avviene dall’altra parte della barricata? Se da un lato gli incassi pubblicitari del gruppo che fa capo al presidente del Consiglio sono rimasti nel 2008 pressoché stabili (a un livello quasi triplo rispetto a quelli della Rai, 2.881 milioni contro 1.187), il fatturato ha continuato a crescere.

Pay TV: un’occasione persa
Data spartiacque il 2008 ha segnato il passo considerato che il fatturato Rai è sceso dello 0,7% mentre quello di Mediaset Italia è lievitato del 9%. Merito degli incassi della pay tv, opzione strategica alla quale la Rai ha sostanzialmente rinunciato.

Il tasto dolente del Canone
Sebbene rappresenti più del 50% dei ricavi Rai qualcuno ha pensato di metterne in discussione la legittimità ingaggiando una lotta al pagamento del canone. Al momento pagano 15.939.000 famiglie, più o meno le stesse del 1993, quando i contribuenti erano 15.700.000. Non pagano, pur essendo stati già messi a ruolo, 737 mila. Ma il tasso di evasione presunto è ben superiore: 28%. Il bilancio 2007 di queste attività ha chiuso in perdita per 260 milioni di euro.

Tagli
Il mare di debiti però non può essere certo arginato da tagli secondari come avvenuto alla copertura legale per il programma Report. Masi ha insistito fino all’ultimo per eliminarla, portando come giustificazione i costi delle cause di risarcimento a cui l’azienda sarebbe esposta. L’accantonamento a fondo rischi per tutte le cause legali intentate nei confronti di viale Mazzini, sostiene il direttore, compreso anche il contenzioso civile a carico di «Report» ammonta a settanta milioni. Contro i 62,7 milioni messi da parte nel bilancio di Mediaset: che a questa somma doveva però aggiungere 76,8 milioni proprio per i rischi contrattuali.

Fonte: Corriere della Sera

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