Riscaldamento: prezzi che scottano!

Riscaldamento Tutti al caldo a partire dal 15 ottobre, ma a che prezzo? Scatta a metà mese infatti il via libera per l’accensione dei riscaldamenti in 47 province. Il “teporino” invernale costerà caro alle famiglie italiane che, stando ai dati rilevati dall'Unione petrolifera aggiornati al 1 settembre, pagherebbero più degli altri vicini europei il prezzo del gasolio da riscaldamento.

Se in media il gasolio europeo costa 0,696 euro nel nostro paese si paga la bellezza di 1,068 euro al litro. Agli antipodi il Lussemburgo dove il tepore domestico costa appena 0,489 euro al litro.

Confermano il triste primato anche i dati del ministero dello Sviluppo Economico, secondo cui la colpa sarebbe da attribuirsi come di consueto quando si parla di combustibili, alle tasse. Più della metà del costo al consumatore se ne va in tasse: circa il 55%. Così come per la benzina sul costo della quale il fisco raggiunge quota 61%. Le imposte pesano infatti per 0,581 euro, la somma più alta tra tutti e 27 i Paesi considerati e oltre il 30% in più rispetto agli 0,439 della media europea. Alto, ma non il maggiore, è anche il prezzo industriale, pari a 0,487 euro al litro. Peggio dell’Italia, in questo caso, fanno infatti Ungheria (0,493 euro al litro), Danimarca (0,504) e soprattutto Irlanda (0,550).

Gli altri grandi Paesi europei sono tutti molto staccati: in Germania il gasolio costa 0,579 euro al litro, in Francia 0,600, in Spagna 0,593 e nel Regno Unito 0,535. Gli altri "big", invece, mostrano un prezzo industriale molto più contenuto: 0,425 euro per la Germania, 0,445 per la Francia, 0,426 per la Spagna e addirittura 0,392 per il Regno Unito

La geografia del riscaldamento
Quello che toccherà 47 province si tratta del primo dei raggruppamenti (a parte Cuneo e Belluno, dove non ci sono limiti di accensione) in cui è stato diviso il territorio a seconda delle condizioni climatiche generali. In questa zona i termosifoni potranno rimanere accesi fino al 15 aprile per un massimo di 14 ore al giorno. Gli altri gruppi di città partiranno il 1 novembre (anche Roma), poi il 15 novembre e il 1 dicembre. Tempi diversi a seconda del clima, dunque, ma stessa stangata per tutte quelle famiglie che non si sono convertite al gas e ancora si affidano al gasolio.

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